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Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie

18 aprile 2011
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Il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie (COLAF), rinnovato nella composizione e nei compiti con il D.P.R. 14 maggio 2007, n. 91, è stato confermato con DPCM in data 3 agosto 2010.

Il Comitato rappresenta lo strumento ideale per l'approfondimento e l'analisi dei fenomeni illeciti, nonché per l'individuazione delle strategie più opportune per prevenire, contrastare e reprimere tali fenomeni.

Al Comitato sono attribuite funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento di tutte le attività di contrasto alle frodi e alle irregolarità attinenti il settore fiscale, quello della politica agricola comune e dei fondi strutturali.

Il Comitato, inoltre, tratta le questioni connesse al flusso delle comunicazioni in materia di indebite percezioni di finanziamenti comunitari ed ai recuperi degli importi indebitamente pagati, nonché quelle relative all’elaborazione del questionario ex art. 325, Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

Fanno parte del Comitato i Rappresentanti, ai massimi livelli, di tutte le Amministrazioni competenti in materia.

Le principali azioni intraprese dal Comitato sono indirizzate:

  • alla chiusura dei "dossier" inerenti casi di irregolarità/frode ancora aperti con la Commissione europea;
  • all'inversione del trend negativo sul fronte dei recuperi delle somme indebitamente erogate con azioni più efficaci;
  • alla presenza attiva e propositiva nell'ambito dei competenti consessi comunitari, quali il COCOLAF (Comitato consultivo lotta alla frode della Commissione) ed Consiglio UE – GAF (Gruppo Anti Frode);
  • al supporto alla comunicazione istituzionale dei vari Enti interessati e partecipazione alla Rete dei Comunicatori dell'OLAF (Ufficio Antifrode europeo);
  • all'informazione e formazione a vari livelli, attraverso:
    - una serie di seminari informativi regionali, cofinanziati dalla stessa Commissione-OLAF che ne ha riconosciuto l'importanza anche per i ridottissimi oneri sostenuti;
    - un protocollo d'intesa con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, con il quale sono stati avviati seminari formativi regionali;
    - l'attivazione presso l'Università degli Studi "Roma Tre" di un Master di II livello "Esperto finanziamenti europei", con la partecipazione, per la prima volta, delle principali Università alla sede di Roma (La Sapienza, Tor Vergata, Roma tre, LUISS);
    - alla pubblicazione su un unico sito internet di tutti gli elenchi dei "beneficiari" di fondi UE;
    - alla valorizzazione del modello organizzativo italiano nell'Unione.

 

L'efficace standard di tutela approntato dall'Italia ha permesso di ottenere ambiziosi riconoscimenti da parte di tutte le principali e competenti Istituzioni europee.

Vedi anche, Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi

Per saperne di più
I resoconti annuali sulle frodi comunitarie

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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