Le proposte della Commissione per rafforzare la governance economica nell'UE
Di fronte alla crescente globalizzazione dell’economia, la Commissione, traendo le giuste lezioni dalla crisi le cui ultime conseguenze sui debiti sovrani di alcuni paesi europei sono arrivate a minacciare la stabilità stessa dell’euro, propone di rafforzare la governance economica nell’UE (1). L’obiettivo della Commissione è di migliorare il funzionamento del Patto di Stabilità e Crescita e di estendere la sorveglianza agli squilibri macroeconomici.
La Commissione propone di armonizzare la programmazione di bilancio e la politica nazionale, prevedendo un “semestre europeo” dedicato al coordinamento delle politiche economiche, che permetterebbe agli Stati Membri, nella preparazione dei bilanci e dei Programmi Nazionali di Riforma, di approfittare dei vantaggi derivanti da un coordinamento a livello europeo.
La Commissione punta, inoltre, a creare un meccanismo permanente per la risoluzione delle crisi. Più nello specifico, sono queste le proposte della Commissione per varare una riforma considerata urgente.
Un migliore rispetto del Patto di Stabilità e Crescita e un coordinamento rafforzato delle politiche di bilancio: rafforzare la dimensione preventiva della sorveglianza, specialmente nei periodi di congiuntura favorevole, rispettare di più le regole, prestare maggiore attenzione al debito pubblico per garantire la sostenibilità di lungo termine alle finanze pubbliche (2). Gli Stati Membri (SM) devono assicurare l’efficacia del proprio quadro nazionale di bilancio. Le infrazioni ripetute al Patto dovranno essere trattate più celermente. In futuro, il bilancio UE dovrà maggiormente incoraggiare gli SM a raggiungere gli obiettivi concordati in tema di sostenibilità.
La sorveglianza degli squilibri macroeconomici e l’evoluzione della competitività: occorre allargare la sorveglianza dalle questioni di bilancio a tutti gli altri aspetti macro. Infatti, gli squilibri alimentano i deficit e gli avanzi dei conti con l’estero accrescendo la vulnerabilità di alcuni SM. Così, in tutti gli SM gli squilibri saranno oggetto di sorveglianza nell’ambito della Strategia 2020. Per l’area euro, la Commissione propone di sostituire la sorveglianza reciproca degli squilibri attualmente realizzata dall’Eurogruppo in un quadro di sorveglianza strutturato sulla base dell’art. 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE.
Un «semestre europeo»: un coordinamento a livello europeo aiuterà gli SM a preparare e formulare i propri bilanci e PNR. Formulando gli orientamenti di politica economica all’inizio dell’anno, il Consiglio europeo agevolerà l’elaborazione dei programmi di stabilità e dei PNR. Una valutazione reciproca anticipata delle politiche nazionali servirà a definire meglio la strategia di bilancio dell’UE e dell’area euro. La sincronizzazione della valutazione e del coordinamento delle politiche di bilancio e strutturali a livello europeo aiuterà gli SM a perseguire più efficacemente gli obiettivi comuni. Il primo semestre europeo dovrebbe avere luogo all’inizio del 2011.
Un solido quadro di gestione delle crisi per gli SM dell’area euro: organizzare un insieme di procedure credibili per fornire aiuto finanziario agli SM dell’area euro in difficoltà finanziarie per preservare la stabilità finanziaria dell’area a medio e lungo termine. Il 9 maggio il Consiglio Ecofin ha deciso di creare un meccanismo europeo temporaneo di stabilizzazione per affrontare le attuali situazioni di emergenza. La Commissione ha l’intenzione di rendere il meccanismo permanente.
Note
1 Cfr. Mastering economic interdependence: Commission proposes reinforced economic governance in the EU.
IP/10/561 (Brussels, 12 May 2010). Le proposte della Commissione sono tate approvate dal Consiglio europeo nelle Conclusioni del 17 giugno 2010.
2 Si sottolinea, nelle Conclusioni del Consiglio europeo, che occorre “attribuire, nella sorveglianza di bilancio, importanza di gran lunga maggiore ai livelli e all'andamento dell'indebitamento e alla sostenibilità globale”, una affermazione che pone, nella valutazione dello stato finanziario complessivo di un paese, accanto al debito pubblico anche quello delle famiglie e delle imprese. Questo più ampio concetto di “stabilità” permetterà di considerare più favorevolmente la situazione di alcuni Stati, tra cui l’Italia, che pur avendo un elevato peso del debito pubblico, registrano per il settore privato livelli di indebitamento più contenuti.
