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Rapporto dell'Italia sull'attuazione al 2009 del PNR 2008-2010 e la risposta alla crisi

1 dicembre 2009Parole chiave:
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Il secondo ciclo della Strategia di Lisbona, avviato nel corso del 2008, deve fare i conti con la crisi finanziaria ed economica. L'attuazione delle riforme, in una fase in cui l'Italia, al pari degli altri Stati dell’Unione, è impegnata a fare fronte alla caduta della domanda ed alla crescente disoccupazione, si presenta come una sfida volta a dare alle politiche temporanee, indispensabili per rispondere alla crisi, la prospettiva necessaria a riprendere il cammino dello sviluppo.

Il Rapporto dell’Italia sullo stato di attuazione al 2009 del PNR 2008-2010 e risposta alla crisi, approvato  dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2009, si inscrive, dunque, in questo quadro.
"Le sfide e le priorità che l’Italia e il suo Governo hanno davanti rappresentano, da un lato, una risposta all’attuale crisi economica e, dall’altro, l’attuazione nazionale degli obiettivi della Strategia di Lisbona declinata nelle raccomandazioni paese per il 2009 ed, in particolare, nel risanamento e nella sostenibilità delle finanze pubbliche, nella semplificazione delle procedure amministrative, nelle liberalizzazioni dei mercati e nell’efficienza del mercato del lavoro. Ci sono ancora molte cose da fare. Il Governo intende portare avanti con convinzione le riforme della Strategia di Lisbona, e questo Rapporto ne è la testimonianza".

Il Rapporto espone lo stato di avanzamento delle riforme in tre campi: macroeconomico, microeconomico, del lavoro.

Aspetti macroeconomici

Per quanto riguarda le linee principali di riforma, spiccano gli interventi a sostegno della domanda, anche se l’utilizzo della politica di bilancio in funzione anticiclica è stato limitato dalla presenza di un elevato peso del debito pubblico e dalla necessità di evitare un aumento dei tassi di interesse sul debito.

Il piano in funzione anticrisi contempla una pluralità di strumenti e si basa su interventi per salvaguardare il sistema creditizio, interventi per l’economia reale, varati dopo l’adozione del piano europeo di ripresa economica, interventi settoriali e per lo stimolo dei consumi, provvedimenti per potenziare il sostegno al reddito, interventi per accelerare gli investimenti pubblici. Escludendo gli interventi a favore del settore bancario, il piano anticrisi ha stanziato risorse lorde per a circa 35,5 miliardi per il quadriennio 2008-2011, corrispondenti al 2,3 per cento del PIL.

Inoltre, il Governo ha proseguito nell’attuazione della politica regionale, volta ad aumentare la dotazione infrastrutturale e la competitività dei territori, le cui priorità sono strettamente connesse con quelle della Strategia di Lisbona.

"Alla fine del 2008 oltre il 69% della spesa per interventi previsti dai due cicli di programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 e 2007-2013 ha riguardato le priorità della strategia di Lisbona e oltre la metà di questi investimenti è stato destinato al settore delle infrastrutture e alla tutela dell’ambiente."

Anche la politica regionale ha contribuito a fronteggiare l’emergenza-crisi: alcuni interventi varati nell’ambito del Piano anti-crisi, infatti, hanno trovato parziale o totale copertura finanziaria nell’ambito del Fondo Aree Sottoutilizzate: il potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale (circa 12 miliardi di euro); la creazione del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale (9 miliardi di euro, di cui 4 miliardi di euro per l’emergenza terremoto in Abruzzo); l’incremento del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione per sostenere il reddito dei disoccupati (4 miliardi di euro).

 

Aspetti microeconomici

Il Rapporto segnala le principali linee di riforma implementate nel corso dell’anno.
In particolare, significativi progressi hanno riguardato la liberalizzazione dei mercati e la creazione di un quadro normativo chiaro. L’art. 47 della L. n. 99/2009 ha introdotto la legge annuale per il mercato e la concorrenza, quale strumento finalizzato a rimuovere gli ostacoli (normativi o amministrativi) che limitano l’apertura dei mercati ed a garantire la tutela dei consumatori.

Un altro, importante contributo alle liberalizzazioni proverrà dal recepimento della Direttiva 2006/123/CE in materia di liberalizzazione dei servizi, che sarà utilizzato anche per semplificare i rapporti fra imprese e amministrazioni e modernizzare la P.A.
Il Governo è fortemente impegnato anche a migliorare la qualità della regolazione, in particolare attraverso il dispositivo “taglia leggi” che ha consentito, sino ad ora, l’abrogazione di oltre 36.000 disposizioni normative statali obsolete. L’operazione alla sua conclusione porterà il totale complessivo delle leggi in vigore a poco più di 14.000 leggi.
Inoltre, il Governo ha proseguito nella riforma e nella modernizzazione del pubblico impiego. Sono state approvate la legge delega ed il relativo decreto legislativo attuativo volti a riformare, improntandola alla valorizzazione del merito, la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici in materia di contrattazione collettiva, valutazione del personale, dirigenza pubblica.

 

Mercato del lavoro

Molti sono stati gli interventi volti a proseguire le azioni di riforma strutturale già avviate negli scorsi anni. In particolare, l’azione di contrasto del lavoro irregolare resta una priorità del Governo ed è dimostrata dai risultati dell’attività ispettiva: la strategia adottata è quella di alleggerire il carico amministrativo delle imprese e premiare i comportamenti virtuosi.

Inoltre, l’Italia si riconosce nei principi comuni sulla “flessicurezza” approvati dal Consiglio europeo a fine 2007: il DPEF 2010-2013 richiama i tre diritti fondamentali del lavoratore: “salute e sicurezza, opportunità di apprendimento continuo e equa remunerazione”.
Anche le azioni di contrasto alla povertà continuano ad essere perseguite attraverso le misure di sostegno economico a beneficio dei pensionati e dei nuclei familiari a basso reddito. Nel periodo 1° dicembre 2008 - 30 giugno 2009 oltre 595.000 soggetti (di cui 2/3 nel Mezzogiorno) hanno beneficiato del programma “Carta acquisti”.

In tema di previdenza, il Parlamento italiano ha recentemente emanato una legge per avviare, dal 1° gennaio 2010, una graduale parificazione dell’età pensionabile per uomini e donne nel pubblico impiego.

A fronte della gravità della situazione economica, infine, il Governo ha adottato una serie di misure per l’occupazione, rafforzando gli strumenti di tutela, come la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e la mobilità in deroga.

Dipartimento Politiche Europee

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