"Lezioni d'Europa", l'Unione Europea spiegata ai cittadini
Si è svolto a Roma il 25 maggio presso la prestigiosa cornice della aula convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche il primo dei tre incontri previsti dal progetto pilota realizzato, nell'ambito del partenariato di gestione, dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dal Governo italiano, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.
Il progetto consiste in un ciclo di eventi finalizzati a far conoscere al vasto pubblico, i grandi temi di attualità europea. Le tematiche affrontate, infatti, saranno l'Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica, la sicurezza alimentare e l'identità europea.
La prima Lezione è stata tenuta da Mario Monti, economista e più volte Commissario europeo, che ha parlato su "L'Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica". Conduttore dell'incontro Carlo Bastasin, giornalista del Sole 24 Ore. Le Lezioni successive saranno tenute da Giorgio Calabrese ed Emma Bonino, rispettivamente a Catania ed a Milano.
Distintivo di questa Lezione è stata la presenza di docenti di alcune delle più prestigiose facoltà italiane, che hanno partecipato all'evento via web con i loro studenti.
La Lezione di Monti ha toccato molti argomenti connessi alla crisi. Monti ha analizzato il ruolo del mercato alla luce di questi eventi e ha espresso l'invito a non abbandonare gli strumenti di governance faticosamente costruiti nel tempo dall'Europa, anzi a utilizzarli di fronte alle sfide della globalizzazione.
Sul fronte della crisi, Monti colloca la sua genesi negli Stati Uniti, sottolineando in particolare alcuni elementi: la progressiva prevalenza dell'economia finanziaria su quella reale, le difficoltà crescenti dei fondamentali americani minati dalla presenza dei "deficit gemelli" (disavanzo dei conti pubblici e disavanzo dei conti con l'estero), la necessità di sostenere i consumi in una fase politica difficile, in cui la lotta al terrorismo internazionale, dopo le Torri Gemelle, aveva sovvertito le priorità nazionali nella conduzione della politica economica.
Sul ruolo del mercato, Monti ha sottolineato come sia stata messa sotto accusa dalla crisi la sua capacità autoregolativa, la sua efficienza: il fatto che dietro al mercato ci sia sempre la razionalità dell'individuo. Non si può nascondere, quindi, che questa crisi sfidi l'Europa, toccando proprio il concetto di mercato su cui l'Unione è stata costruita. Tuttavia, Monti ha sottolineato che, oltre al mercato, l'idea fondante dell'Unione Europea è l'attenzione al "sociale": non a caso esistono, e convivono, in Europa due diversi modelli economici, uno di tipo anglosassone, centrato sulla concorrenza e sul mercato, l'altro di tipo franco-tedesco, centrato sul "sociale".
Ecco perché la crisi non mette a rischio tutto il processo di integrazione europea. La presenza nei fondamenti dell'Unione dell'obiettivo "sociale" ha imposto, da sempre, secondo Monti, di combinare il potere del mercato con meccanismi di solidarietà (la Politica agricola comune e le Politiche di coesione ne sono espressione), creando strumenti di coordinamento delle politiche dell'Unione rispetto a questi due diversi obiettivi. Strumenti utilizzati, in molti casi con successo, anche per fronteggiare la crisi.
Per quanto riguarda il tema della governance, l'Unione sta reagendo alla crisi, secondo Monti, con due opposte modalità: da un lato, una risposta coordinata e comune, che riflette appunto la presenza di consolidati strumenti di governance delle politiche economiche; dall'altro, però, si sono registrate risposte autonome dei singoli stati membri, che in alcuni casi hanno rischiato di ridurre di molto l'efficacia della risposta comune. Per Monti, occorre non indulgere a questi tentativi singoli e anzi potenziare il coordinamento. L’Europa può offrire, infatti, soluzioni per una governance mondiale del processo di globalizzazione, alla luce della propria esperienza nel contemperare le esigenze del mercato con la domanda di una maggiore equità nella distribuzione delle risorse.
