Bandi di concorsi UE anche in italiano
Lo scorso 4 marzo l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) ha adottato una serie di iniziative per "rendere più moderni e razionali i metodi di selezione del personale". Tra queste, l'EPSO comunica che "per la prima volta, i bandi di concorso sono pubblicati in tutte e 23 le lingue ufficiali".
"Una nostra vittoria", ha subito commentato il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, soddisfatto per un primo concreto segnale di superamento del trilinguismo che negli ultimi anni si è andato sempre più affermando nelle istituzioni europee.
"Con questa battaglia - sottolinea Ronchi - siamo riusciti ad evitare ai cittadini dell'Unione Europea che non parlino né inglese, francese o tedesco, di essere discriminati nell’accesso lavorativo nelle istituzioni europee".
L'Italia si è ripetutamente lamentata per una "condotta penalizzante verso la nostra lingua" che comprende anche la pubblicazione dei brevetti europei, il taglio dei traduttori in italiano, fino al caso eclatante avvenuto nel 2007 con il sito Internet dedicato al 50° anniversario del Trattato di Roma inizialmente presentato con l'esclusione dell'italiano, cioè della lingua del Paese dove quel Trattato di cui si celebrava la ricorrenza era stato firmato.
Per Ronchi, l'annuncio dell'inizio delle pubblicazioni dei concorsi nelle 23 lingue comunitarie "è un passo importante nella direzione di quella integrazione che non deve essere solo formale ma anche sostanziale. Un'Europa più vicina ai cittadini passa anche attraverso atti di questo tipo".
L'iniziativa dell'EPSO è un atto dovuto dopo che, nel novembre scorso, il Tribunale di primo grado dell'Unione Europea, in seguito ad un ricorso presentato proprio dall'Italia, aveva già annullato la decisione della Commissione di pubblicare i bandi soltanto in tedesco, francese e inglese".
Per saperne di più:
- Il comunicato della Commissione europea sull'iniziativa dell'EPSO
- Ronchi: "Abbiamo difeso la dignità della lingua italiana in Europa"
- Tribunale di primo grado dell'UE accoglie ricorso italiano (20 novembre 2008)
