Allargamento, 5 anni dopo. Un successo nonostante la crisi
Sono trascorsi cinque anni dall'adesione all'UE di 10 nuovi membri dell'Europa centrale e orientale, adesione che ha messo fine a decenni di divisione seguita alla guerra fredda. Altri due paesi, Bulgaria e Romania, hanno aderito nel 2007. L'UE allargata è oggi la più vasta area di integrazione economica nel mondo e rappresenta più del 30% del PIL mondiale e più del 17% del commercio mondiale.
Nonostante la crisi finanziaria ed economica che sta colpendo in maniera particolare proprio i Paesi dell'est, l'allargamento dell'UE alla Nuova Europa è stata "una pietra miliare nel processo di unificazione dell’Europa" e ha permesso di evitare conseguenze più pesanti per quelle economie. "Non dobbiamo consentire che la crisi faccia passare in secondo piano questo innegabile successo", ha dichiarato il Commissario per gli Affari economici e monetari, Joaquín Almunia.
Il primo bilancio di questo processo di adesione è contenuto nella comunicazione della Commissione europea "Cinque anni di UE allargata". Per Bruxelles, i benefici economici prodotti sono "enormi": un miglioramento del tenore di vita nei nuovi Stati membri, crescita del commercio intraeuropeo, modernizzazione delle economie dei nuovi paesi, nuove opportunità di investimento, stabilizzazione delle istituzioni e del diritto dei nuovi paesi, più investimenti nei nuovi Stati membri attraverso i fondi strutturali e di coesione dell'UE.
Si sono invece rivelati infondati i timori di una massiccia migrazione di lavoratori dai nuovi stati membri dell'UE verso i vecchi. Nella maggior parte degli Stati membri ospitanti il numero di lavoratori migranti non ha superato l’1% della popolazione “nazionale” in età lavorativa e ha consentito di colmare la mancanza di manodopera. La temporaneità è stata una delle caratteristiche salienti di questa migrazione: nel Regno Unito il 50% dei recenti migranti sono tornati nei loro paesi di origine. La Commissione europea ricorda che le principali destinazioni sono il Regno Unito (verso il quale è affluito un terzo dei migranti dal momento dell'adesione), la Spagna (18%) e l'Irlanda (10%). L'Italia figura al secondo posto in particolare come destinazione dei cittadini rumeni (il 26% del totale, mentre il 57% è in Spagna, al terzo posto, con solo il 2% è la Gran Bretagna).
Per saperne di più:
- Il comunicato della Commissione europea
- Adesione all'UE dei paesi dell'Europa centrale ed orientale: un bilancio dopo 5 anni. Approfondimento dal sito della Commissione UE - Affari economici e finanziari
