Con la Direttiva Servizi, Italia e UE più competitive
Una grande scommessa per la modernizzazione dell’Italia e dell’Europa sta per essere lanciata. Una sfida all’insegna della competitività che porterà alla più decisa liberalizzazione dei servizi mai realizzata a livello europeo e a un abbattimento della burocrazia. Giovedì scorso è stato approvato da parte del Consiglio dei Ministri lo schema del decreto attuativo della direttiva servizi. Un traguardo raggiunto grazie al grande lavoro realizzato attraverso il coinvolgimento di tutte le amministrazioni interessate, delle associazioni di categoria, della società civile e della Commissione europea.
L’obiettivo della direttiva è quello di abbattere tutte quelle barriere che rendono faticose, se non insuperabili, le procedure per operare al di là delle frontiere del proprio Paese nel campo dei servizi, settore che genera circa il 70% del Pil comunitario. Una vera e propria rivoluzione che persegue l’obiettivo europeo di un aumento dei posti di lavoro e della loro qualità e che appare centrale nel quadro delle iniziative messe in atto dalla Commissione per giungere, entro il 2012, a una riduzione del 25% degli oneri amministrativi.
La direttiva servizi rappresenta, pertanto, un tassello fondamentale per rendere l’Europa più competitiva, così come perseguito dalla Strategia di Lisbona, e per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mercato unico, dando piena efficacia a una delle libertà fondamentali dell’Unione: la circolazione dei servizi e la creazione di un effettivo "spazio senza frontiere". Sarà ora responsabilità del governo così come degli enti locali vigilare affinché sia data piena attuazione a norme strategiche per il futuro economico dell’Unione Europea.




liberalizzazione? a senso unico,solo per i piccoli negozi di alimentari ,bar ,edicole ec ec ,e le rivendite di tabacchi?loro no’ loro sono i poteri forti per loro esistono ancora le distanze da mantenere,e la scusa di tutelare la salute pubblica non liberalizzate anche le rivendite di tabacchi!!i tabacchi sono liberi di incrementare l’ attivita’ aggiungendo nelle rivendite anche il bar ec ec. cosa se’ un bar vorebbe vendere i
tabacchi deve mantenere le distanze di almeno 200 mt. se questa non è concorrenza sleale. e con questo avrei una marea di cose da dire mà e inutile tanto ci sarà sempre una lobby a fare i propio interesse
Da semplice operatore della “macchina amministrativa pubblica” ho seguito con grande attenzione l’evoluzione della DIRETTIVA SERVIZI, soprattutto per quanto riguarda la sua congiunzione con il rinnovato strumento dello Sportello Unico per le Attività Produttive. Un solo dubbio: si riuscirà ad armonizzare la normativa nazionale, di derivazione comunitaria, con quella regionale? Visto l’esperienza passata, credo che la strada da percorrere sia quella della “chiarezza” ed “univocità” degli intenti. In altre parole, chi non si adegua dovrà essere sanzionato! Altrimenti, si ritornerà alla storia del “vecchio SUAP”: a tutt’oggi c’è chi sostiene che il “procedimento unico” non esiste …
Se perpiacere fate pubblicare, al più presto, in Gazzetta Ufficiale il recepimento della direttiva 54/2006.
Ringraziando porgo Distinti Saluti.
Perla Suma
Saranno attrezzati i Comuni all’arduo compito? la gestione dello sportello unico per le attività produttive (SUAP) non potrebbe essere affidata direttamente (e più utilmente) alle camere di commercio? Credo che sarebbe l’organismo più predisposto e attrezzato alla bisogna, vista l’esperienza con la ComUnica già in atto presso il registro delle imprese, procedura con la quale il SUAP finirà necessariamente col sovrapporsi. Si garantirebbe, con la gestione camerale, sicuramente una maggiore omogeneità interpretativa e uniformità di trattamento delle procedure connesse, viste le competenze che, già in partenza, si estendono a tutto il livello provinciale.
Cordiali saluti