L'identità europea e la centralità delle radici cristiane
Sono giorni caldi per l'architettura costituzionale europea. Il processo di adozione e ratifica del Trattato di Lisbona ci pone, infatti di fronte al problema del futuro dell’Unione Europea e della sua necessità di rilancio. Il dibattito, però, non può esaurirsi semplicemente nella ricerca della ripartizione ottimale delle competenze fra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. E’ doveroso da parte di tutti noi sfruttare questo momento per una riflessione sull'identità profonda dell'Europa, sul suo ethos e il suo telos, le sue radici, la sua capacità di autocomprensione.
Tutti noi siamo consapevoli che l'Europa è un continente portatore di civiltà e che la costruzione europea non è niente se non è espressione e veicolo della nostra cultura e dei nostri valori, se non è un contenitore delle nostre aspirazioni, in qualche modo uno strumento attraverso cui tendere a ciò che vorremmo essere. Partendo da questo presupposto ritengo sia impossibile ragionare sull'Europa senza riconoscere la centralità del Cristianesimo rispetto alla nostra civiltà, un errore che è già stato compiuto elidendo ogni riferimento alle nostre radici giudaico-cristiane nei lavori della Convenzione Europea, nonostante gli sforzi in tal senso compiuti da Gianfranco Fini nella sua qualità di rappresentante del governo italiano.
E’ per questo motivo che abbiamo lavorato affinché la mostra «Il potere e la grazia. I santi Patroni d’Europa» potesse approdare a Roma. L'evento che fino al 10 gennaio sarà ospitato nei locali di Palazzo Venezia permetterà di ammirare opere di artisti come Van Eyck, Andrea Del Sarto, Tiziano o Caravaggio, tutte accomunate dal tema della religiosità e del suo incontro col potere temporale. Si tratta di tele che illustrano le figure dei santi protettori delle varie nazioni del continente, tutti strettamente legati al contesto nazionale di riferimento. A cominciare dai patroni d'Europa, scelti da Paolo VI e da Giovanni Paolo II: Benedetto da Norcia, patriarca del monachesimo occidentale, Cirillo e Metodio, evangelizzatori dei i popoli slavi, Caterina da Siena, Brigida di Svezia e Edith Stein, l'ebrea convertita al cattolicesimo che da religiosa prende il nome di Teresa Benedetta della Croce ma non sfugge alla rappresaglia nazista e muore nel campo di concentramento di Auschwitz.
I santi patroni sono catalizzatori dell'identità collettiva di un popolo. Figure che hanno lasciato un impronta nella storia del loro paese, in una storia lunga due millenni, fatta di preghiera e meditazione ma anche di martirio e battaglie per il potere. Uomini che si diedero un obiettivo altissimo: servire Dio ma senza mai porsi fuori dalla storia, cercando di cambiare la realtà in meglio e di rendere il mondo più umano. Uomini che adoperandosi per costruire la Chiesa universale, contribuirono in modo decisivo alla costruzione di quella comunità che oggi identifichiamo come Europa. E oggi che è in corso una grande riflessione sul futuro dell'Unione Europea, ripercorrere la storia del rapporto tra cristianesimo e civiltà in Occidente significa riscoprire le fasi e le rivoluzioni politiche, sociali e culturali attraverso cui è passato il continente, tenendo sempre presente – come ha detto di recente Papa Benedetto XVI a Praga - che "l'Europa è più che un continente. Essa è una casa. E la libertà trova il suo significato più profondo proprio nell’essere una patria spirituale, nel pieno rispetto della distinzione tra la sfera politica e quella religiosa".
I valori che i santi patroni contribuirono a diffondere sono oggi la radice profonda e comune del nostro continente: la salvaguardia della dignità della persona umana, il diritto individuale e collettivo alla libertà religiosa, il principio di sussidiarietà, l'istinto e il dovere alla solidarietà. Il cristianesimo, insomma, non ha soltanto aperto l'uomo al trascendente ma anche plasmato la gerarchia profonda dei nostri valori. E il fatto che nei dibattiti fondamentali sull'Europa sia mancata un esplicito riferimento al magistero cristiano è sicuramente fattore di impoverimento dell'Europa oltre a rappresentare una preoccupante negazione di identità. Suonano in questo senso dolorose le parole che Giovanni Paolo II affermò, il 20 giugno 2002. "Molteplici sono le radici culturali: dallo spirito della Grecia a quello della romanità; dagli apporti dei popoli latini, celtici, germanici, slavi ed ungro-finnici, a quelli della cultura ebraica e del mondo islamico. Questi diversi fattori hanno trovato nella tradizione giudeo-cristiana una forza capace di armonizzarli, consolidarli e promuoverli. Riconoscendo questo dato storico, nel processo in atto verso un nuovo ordinamento istituzionale, l'Europa non potrà ignorare la sua eredità cristiana, dal momento che gran parte di quello che essa ha prodotto in campo giuridico, artistico, letterario e filosofico è stato influenzato dal messaggio evangelico". Una lezione che l'Europa ha dimostrato di non saper cogliere, dissipando la ricchezza di un maturo confronto con la propria tradizione intellettuale e spirituale.
Questo editoriale è stato pubblicato su il "Messaggero" del 7 ottobre 2009











Direi di non dimenticare anche e soprattutto il grande contributo dell’Illuminismo da cui sono scaturiti gli ideali di libertà ed uguaglianza e di superamento del potere ecclesiastico sulle istituzione degli Stati governati, finalmente, da assemblee elette dai popoli. Personalmente ritengo che sia proprio l’Illuminismo, più del cristianesimo (e di qualunque altra religione) ciò che ha dato vita all’idea moderna di Stato e di Democrazia partecipativa. E’ grazie al movimento del libero pensiero che trae le sue origini da Copernico, passando per Galilei e Giordano Bruno e quindi a Voltaire e Rousseau, e successivamente a Fehuerbach, Marx e Nietzsche, se, pur con le limitazioni che sono proprie del pensiero umano, possiamo ora vivere in Stati in cui non è più “peccato” o, peggio ancora “crimine”, esprimere liberamente la propria (contestabilissima ovviamente) opinione.
Prima della rivoluzione illuminista, esprimere un’opinione contraria al pensiero del cristianesimo e dell’autorità statale basata sul modello della monarchia assoluta poteva essere molto, molto pericoloso.
Un grazie quindi all’Illuminismo, alla rivoluzione francese ed alla rivoluzione americana. Ed un augurio per un’ Europa sempre più unita, sempre più aperta, e sempre più libera e, profondamente ed autenticamente, laica.
Beh se parliamo di Europa
l’Europa e’ Cristo e solo cristo
Pensiamo alla immsnsa cultura
lasciata in 2000 anni di storia
i Monaci hanno ricostrutio l’Europa in piu’ ERE dopo ogni guerra
fatta in nome di qualche Imperatore o Re che sia
erano i Monaic in tutt’Europa a ricostruire , arare campi e rendere vivibile un Paese
erano i Monaci a inventare macchinari per lavorare meglio
erano ii Monaci/Frati e Regiliosi di ogni sorta che dall’anno 300 D.C. hanno scritto e trascritto MIGLIAIA di libri
dall’Astronomia , alla chimica alla Geografia e tutte le scienza che potessero aiutarel’uomo.
Oggi si e’ cancellato Vergognosamente 1400 anni di storia!!!!!! si e’ passati dalla fine dell’Impero Romano
..alla Rivluzione francese
siamo alla pazzia Pura !!
Come puo’ l’uomo arrogarsi tale diritto?
COme puo’ l’uomo creatura sostituirsi a Dio ..Creatore!
E’ il massimo dell’arroganza-
Sono padre di 3 figli ed e’ triste lasciargli un mondo che NON vuole Dio e NON vuole Cristo
nella vita quotidiana, ma preferisce la stupidita’ e si Identifica nel Nulla
in 20 anni abbiamo distrutto tutto quello che di buono c’era in questo Paese in quest’Europa
Abbiamo sostituito Babbo Natale a Gesu’
Abbiamo sostituito Halloween alla Festa di Ognissanti
Abbiamo messo un Uovo di cioccolato al posto di una Croce con Gesu’ risorto
..e questo e’ progresso?
e questo e’ viovere???
No e’ la morte dell’anima!
tratto da“P.Pio Profeta dell’Era dell’Amore“Dott.Luigi Gaspari
“Gesù ha detto:. Gli uomini che non vogliono riconoscere e amare soprattutto e soprattutti la Libertà che ò il dono della Verità di Cristo,inevitabilmente cadranno e trascineranno molti in schiavitù di stalinismi..La Libertà non è un idea,ma è il frutto dell’Albero della Vita che ha le sue radici nell’Eterna Verità.L’uomo,dicono le Sacre Scritture è menzognero per natura,e perciò il suo linguaggio ha in se e diffonde intorno a se lo spirito di menzogna.La Parola di Dio si è fatta L’Uomo Cristo al fine di liberare l’uomo dalla forza mortale del suo linguaggio menzognero….Le ragioni delle menti degli uomini sono tante,una è la Ragione della Mente e Cuore di Dio..L’uomo fatto da Dio re del creato,è diventato per il suo peccato di orgoglio,schiavo del regno che era suo! L’orgoglio della ragione tenta di dominare il perduto regno del creato con le sue scoperte scientifiche,ma la scienza orgogliosa ha finito per dominar l’uomo.L’orgoglio delle molte ragioni dell’uomo rivendica sempre nuovi diritti,senza voler riconoscere il diritto dll’Uomo-Dio e del prossimo.I vari diritti dell’orgoglio di ragioni umane non portarono mai la pace,ma la guerra.Il vero diritto dell’uomo è difeso solamente dagli uomini che difendono e diffondono senza errori la pura Verità e l’Amore del Vangelo di Cristo Re!...I grandi commercianti delle parole hanno saputo legare le menti e cuori degli uomini alla loro sete di potere,tanto che dal nulla si sono creati un regno personale,che possono mantenere in vita,solamente somministrando sempre nuovi e più forti veleni di parole,bugie, al fine di addormentare,drogare,tenere in schiavitù le menti e cuori dei popoli…Anche la democrazia ha una grave lacuna,e cioè quella di non educare gli uomini a vedere e capire che ogni bella parola detta da un politico,può essere un travestimento che nasconde il lupo affamatore e divoratore dello stanco e vecchio popolo!
L’Amore del vero Re Cristo di Davide venne per servire il suo amato popolo: Lui che è vero Re,si è fatto servo per donare al popol che amala sovranità della Sua Regalità:Mt.20/28
Dio non è venuto in terra per togliere all’uomo il suo regno!..L’uomo ha diritto al regno che è suo solo quando ama Dio.Amare Dio è amare la piena Verità del Vangelo di Cristo…L’Europa stanca e già divisa dal culto delle nazionalità può ancora farsi unità di linguaggio di vita nll’Amore,solo se vorrà riscoprire e meglio capire la Verità delle sue vere Radici nell’Amore dell’unico Cristo Dio!
La Storia ci insegna che quando gruppi di minoranze o maggioranze di uomini hanno rivendicato diritti, dimenticando i doveri verso Dio, si è sparso sangue, per finire nelle dittature che annullano i diritti degli uomini.L’Europa Cristiana,potrà salvare i diritti alla libertà dell’uomo sol se riconoscerà il primato al Diritto d’amore di Dio…Oggi le nazioni della terra,pretenderebbero di mantenere in vita la civiltà in nome di Idoli che vogliono uccidere il Dio Vero e non più Ignoto,ma ben noto nel Suo Nome Vero a tutti i popoli della terra!
La Civiltà europea ha le sue radici nel diritto romano-cristiano..Cristo-Dio è il Nome della Verità che salverà alla civiltà europea il diritto di esistere. L’Europa ovunque segnata dall’Amore di Cristo,di Maria e dei suoi Santi,ritroverà la sua Unità ritornando a bere alle fonti inesauribili della sua acqua viva….
Invano il serpente ha cercato di cancellare la tua gloriosa Storia! Tu,Europa sei e resterai la terra benedetta da Colui che nacque a Betlemme e moì sul Calvario,per fare di Roma la culla benedetta dll’Europa unita in un mondo Cristiano!....