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Più rispetto per la lingua italiana nell'UE

16 luglio 2009
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Come ben sanno i lettori dell'Editoriale, fin dall'inizio di questa legislatura ho dedicato sempre grande attenzione alla difesa della lingua italiana in Europa. Una posizione condivisa da tutto il Governo che ha sempre considerato prioritario questo tema, non solo per aspetti di principio e di diritto, ma anche per tutelare gli interessi italiani.

Ricordo come nel novembre scorso, il Tribunale di primo grado dell'Unione Europea, proprio a seguito di un ricorso presentato dall'Italia, abbia annullato la decisione della Commissione di pubblicare i bandi di concorso soltanto in tedesco, francese e inglese.

Se siamo riusciti a superare il trilinguismo nella pubblicazione dei bandi di concorso presso le istituzioni europee, resta però una condotta penalizzante nei confronti dell'italiano sui siti dell'Unione Europea. 

L'ultimo esempio riguarda la lodevole proposta della Commissione europea di istituire un nuovo strumento di microfinanza per fornire microcrediti alle piccole imprese e alle persone che hanno perso il lavoro e intendono avviare in proprio una piccola impresa. 

Una iniziativa certamente importante, soprattutto per il nostro Paese dove risiedono un quarto di tutte le imprese europee e dove oltre il 90% delle imprese è di dimensioni molto piccole. L'iniziativa ha giustamente avuto diffusione anche sul nostro sito Vivieuropa, a testimonianza del valore della proposta. 

Visitando la pagina sul sito internet della Commissione dedicata all'iniziativa, subito balza agli occhi che le informazioni sono disponibili solo in inglese, francese e tedesco. Non è la prima volta che questo accade. Ancor più grave è che il testo della proposta in italiano esiste. Non credo sia questo il modo di informare e migliorare le aspettative di un quarto delle imprese europee.

  1. David Mosconi · 16-07-2009 17:11:46

    Sono contento che finalmente qualcuno (ai vertici), si prenda la responsabilità di farci rispettare in Europa anche secondo la nostra lingua. Io stò cercando di uscire in maniera autonoma da questa terribile crisi che mi ha lasciato senza lavoro all’età di 45 anni. Ho dei contatti con la repubblica Ucraina, ma è difficilissimo tutto…. magari avessi delle opportunità migliori !!!!

  2. ANTONIETTA CUCCI · 16-07-2009 17:26:42

    Condivido perfettamente che la lingua italiana è penalizzata sui siti dell’Unione Europea, nonostante il costante e sempre maggiore interesse che sta suscitando la vita europea. Siamo cittadini europei, ma dobbiamo ricorrere all’inglese, francese o tedesco per comprendere le nostre fonti istituzionali.
    Grazie per tutto ciò che in proposito si farà

  3. Rosalia Tortorici · 16-07-2009 17:59:45

    Il problema di fondo probabilmente è riconducibile alla scarsa presenza di funzionari e dirigenti di origine italiana all’interno degli staff delle strutture istituzionali europee.

  4. ELISABETTA VETERONE · 16-07-2009 18:00:27

    Gentili lettori
    spero che la lingua italiana in Europa sia sempre più presente..
    personalmente ho viaggiato molto ed ho sempre incontrato qualche piccolo inconvenievole…l’italiano negli altri paesi europei non e’ presente neanche nelle informazioni turistiche..figuriamoci per tutto il resto…
    concordo con le idee del Ministro.
    Graziie

  5. Agostino Ingenito · 16-07-2009 18:14:44

    Interessante e significativo il contributo offerto da queste newsletter per il mio lavoro di europrogettista. Chiedo inserimento in mailing list

  6. Domenico · 16-07-2009 18:28:14

    Condivido pienamente l’iniziativa, non tanto per una difesa sterile della lingua italiana ma per permettere a tutti i partecipanti all’unione europea di potersi comprendere pienamente. Tali iniziative dovrebbero essere condotte anche dalla nostra rappresentanza a Bruxelles nell’ambito delle diverse commissioni. Considerando l’inglese, lingua internazionale, non si comprende perchè i francesi ed i tedeschi dovrebbero essere avvantaggiati.

  7. Loredana · 16-07-2009 18:34:55

    Gli italiani debbono imparare ad essere fieri e dunque difendere di più la propria lingua e la propria cultura. Smettiamola di pensare che l’erba del vicino é sempre la migliore, abbiamo un patrimonio culturale, un genio ed una forza che rischiamo di perdere mediatizzando solo un’immagine negativa e inefficiente del nostro paese e di conseguenza di noi stessi. Per non parlare della caduta d’immagine e delle ripercussioni anche sul commercio internazionale!
    Ma forse questo lo si comprende solo stando all’estero, quando si guarda il nostro Bel Paese da lontano, con più razionalità e quando si é costretti a difenderlo e far rispettare la propria nazionalità dalle battute ironiche del resto del mondo (che di sicuro non sta meglio di noi ma si permette di parlare giusto perché noi porgiamo il fianco a qualsiasi critica)!
    Un’italiana residente all’estero che é comunque fiera di esserlo e apprezza il proprio paese nonostante i difetti

  8. Francesco · 16-07-2009 19:42:21

    ...come si dice: una rondine non fa primavera…visto che la maggior parte dei parlamentari (nostri) super pagati, super osannati…vanno in parlamento solo per firmare! Grazie Ministro! e sproni i suoi colleghi a rappresentare l’Italia e gli Italiani nei modi e nelle maniere di cui siamo capaci!

  9. prisca cavalletti · 17-07-2009 09:39:58

    concordo con il ministro Ronchi ma purtroppo i politici italiani seppur ben retribuiti, non sono così presenti presso la Comunità per tentare di risolvere il problema, e questo è solo una tra le difficoltà che noi italiani incontriamo.

  10. Ernst · 17-07-2009 12:43:23

    OTTIMO BRAVO MINISTRO FINALMENTE FRANCESI E INGLESI HANNO TROPPO E SPESSO DETTATO LE CONDIZIONI

  11. Carlo Cacciuttolo · 18-07-2009 11:04:32

    Spiacente, ma non la penso in tal senso. Occorre un’Europa con una sola moneta (e già ci siamo), una sola lingua (l’inglese), un solo ministro degli Esteri, una (...sola) Costituzione, in poche parole “GLI STATI UNITI D’UROPA”.

  12. Enrico Ferrara · 20-07-2009 12:26:04

    La nostra poca rilevanza in ambito comunitario è dovuta alla scarsa dedizione e partecipazione dei nostri parlamentari europei e all’immagine negativa del nostro Paese che viene determinata da tali comportamenti.
    Spero che vi sia un’inversione di tendenza con la legislazione in corso e che la completa adozione della lingua italiana per tutti gli atti dell’Unione Europea diventi il primo obiettivo.

  13. luigina · 28-07-2009 11:58:53

    grazie al min. Ronchi per aver fatto entrare anche la lingua italiana in Europa, ma ora vediamo di far rispettare i Bandi di concorso europei devono essere scritti in quattro lingue! Grazie !!! Ciao a tutti !

  14. Luigi Critelli · 28-07-2009 13:04:11

    Per ragioni di lavoro visito spesso il sito istituzionale dell’Unione Europea in tutti i suoi organismi, Parlamento,Consiglio e Commissioni e purtroppo devo segnalare la difficoltà a leggere i testi degli ordini del giorno , dei verbali e dei vari comunicati in lingua italiana. Quando finalmente si riesce ad avere un documento in italiano la notizia si può considerare già superata: Spero davvero che il Ministro possa riuscire in questa lodevole iniziativa perchè anche questo è un modo per sentirci davvero tutti cittadini europei . Dunque forza MINISTRO!!!!!!

  15. Roberto Tonetti · 30-07-2009 16:16:58

    Sono d’accordo con questa iniziativa e, in generale, con l’evitare di “appiattirsi” solo su una o pochissime lingue (inglese, francese, tedesco). Tuttavia, anche il governo italiano fa spesso lo stesso: notizie e informazioni sono perlopiù disponibili solo in italiano ed eventualmente in inglese, anche se una parte non trascurabile dei cittadini italiani sono di madrelingua tedesca (Alto Adige – Sud Tirolo). Questo stesso sito non contiene pagine in tedesco. Quindi credo che prima di criticare (anche se giustamente) gli altri, si debba fare anche un po’ di auto-critica.

  16. Neo-Machiavelli · 10-08-2009 17:25:36

    Più rispetto per la lingua italiana nell’UE O PER TEMPO E SOLDI DEI POCC=PIù ONESTI CONTRIBUENTI E CONSUMATORI?
    “considerato prioritario questo tema, non solo per aspetti di principio e di diritto” MACHIAVELLICO? DEL “PRINCIPATO” ITALIANO? “...tutelare gli interessi italiani… E DEGLI ALTRI? MA SE TUTTI 27 PAESI VOGLIANO UGUALE DIRITTO QUANTO COSTA IN TEMPO E SOLDI DEI CONTRIBUENTI? QUANTO SE ECONOMIZAVA A NIVELLO EUROPEO O MUNDIALE SE ALLA VOLTA DELLA PROMOZIONE DELLE LINGUE E DIALETI SE PROMOVESSE UNA SOLA LINGUA GLOBALE, PER ESEMPIO GGL=GLOBISH GLOBAL LANGUAGE?

    ... soltanto in tedesco, francese e inglese… E ITALIANO? O ALTRE LINGUE? TUTTE?

    Se siamo riusciti a superare il trilinguismo … NON resta però una condotta penalizzante nei confronti DI TUTTI ALTRI dell’Unione Europea?
    “... la nostra lingua…” E ALTRE? TUTTE?
    CONCORDO CON “Occorre un’Europa con una sola moneta (e già ci siamo), una sola lingua (l’inglese), un solo ministro degli Esteri, una (...sola) Costituzione, in poche parole “GLI STATI UNITI D’UROPA”.
    VADO PIù LONTANO: OCCORRE UNA MONETA, UNA LINGUA, UNA GIUSTIZIA, UNA ETICA, UN GOVERNO GLOBALE DI QUELLO CHE è GLOBALE: INTERNET, ECOLOGIA, ACQUA, ENERGIA, ... UNA ONU DI COLLABORAZIONE CON TUTTI GOVERNI O NEO-ONU PER TUTTO QUELLO CHE NON HA FRONTIERE E BISOGNA DI ESSERE GOVERNATO CON DEMOCRAZIA, DIPLOMAZIA E NON CON GUERRE.

  17. Ottavia Murru · 13-08-2009 19:26:20

    Anche io condivido pienamente la difesa della nostra lingua nazionale in Europa, e di questo ringrazio il Ministro Ronchi che sta dedicando particolare attenzione al problema. Anche noi italiani, però, per essere rispettati dobbiamo rispettare, parlo sopratutto degli altoatesini che si comportano come se fossero stranieri in Patria, si rivolgono ai turisti italiani ospiti nei loro hotel parlando in lingua tedesca, tutte le mattine sui tavoli della colazione mettono una bandierina di diversa nazionalità, ma non ho mai visto la nostra bandiera tricolore! Grazie

  18. Fabio · 15-08-2009 11:57:45

    Invece di pretendere tutti di utilizzare la propria lingua perchè non adottare l’inglese a livello comunitario come lingua ufficiale ? Si tratta della lingua più usata al mondo, da utilizzarsi come lingua “di scambio” e conosciuta anche da miliardi di persone che non la usano come madrelingua. Invece di (continuare a) coltivare il proprio “orticello” perché non entrare in un’ottica “globale” ? io proporrei che anche tutti gli atti pubblici dei 27 stati fossero emessi nella lingua locale e in inglese in modo da evitare anche le inutili spese delle traduzioni qualora si debba far valere un documento nell’Unione. idem per le indicazioni stradali.

  19. Neo-Machiavelli · 10-09-2009 11:52:46

    Concordo con Fabio: “adottare l’inglese a livello comunitario come lingua ufficiale”.

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