Prodi: Europa come "Unione di minoranze".
"Europa: contro l'antisemitismo, per una Unione di diversità"
"Tutti noi abbiamo molto da imparare dalla storia degli ebrei d'Europa. Per molti versi sono loro i primi e più antichi europei. (...) Qualcuno ha detto che le civiltà possono essere giudicate dal modo in cui esse trattano le minoranze, il comportamento che una società riserva alle minoranze rivela infatti molto dei valori e della cultura che essa incarna".
Queste parole di Romano Prodi chiariscono bene il senso del seminario voluto dallo stesso Presidente e organizzato dalla Commissione, dal Congresso ebraico e dal Congresso dei rabbini. Nel suo discorso, Prodi ha definito l'Europa in costruzione come una "Unione di minoranze, dove nessuna entità nazionale, religiosa o culturale può tiranneggiare sulle altre".
All'incontro hanno partecipato esponenti di alto livello, quali il Premio Nobel per la pace Elie Wiesel, il Presidente del Congresso Ebraico Cobi Benatoff, l'ex Presidente della Knesset (il parlamento israeliano) Avraham Burg e il Ministro israeliano per le Questioni della Diaspora Nathan Sharansk.
Prodi ha affrontato anche il delicato tema dei rapporti fra Ue e stato di Israele, ribadendo il "diritto al dissenso democratico" verso alcune politiche del governo israeliano ma anche prendendo atto di sentimenti e pregiudizi antisemiti che possono in parte ispirare quei giudizi.
Ha proposto inoltre una serie di misure contro l'antisemitismo, un fenomeno che si nutre soprattutto di ignoanza e va combattuto con azioni concrete. Ha quindi chiesto con forza che venga adottata dal Consiglio la Decisione quadro contro la discriminazione e le xenofobia (appello cui si è associato anche il Commissario per la Giustizia e gli Affari Interni Antonio Vitorino) ed ha auspicato - a livello internazionale - che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adotti finalmente la risoluzione sull'antisemitismo.
"Le istituzioni dell'Unione europea - ha concluso il Presidente - sono unite nella condanna unanime dell'antisemitismo. L'Europa di oggi non è l'Europa degli anni ‘30 e degli anni ‘40. Non dobbiamo mai dimenticare ciò che è avvenuto allora, perché ricordare il passato è la maniera migliore per garantire che quei terribili eventi non si ripetano mai più. Dobbiamo rispondere agli atti di antisemitismo con fermezza e dobbiamo tutelare i diritti delle nostre minoranze. L'Unione deve operare per la pace e per la sicurezza in Europa così come lavora per sostenere la pace e la sicurezza nel mondo. Non c'è spazio per l'antisemitismo in una Unione di diversità".
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