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Municipalizzate, Ronchi a Della Vedova: "La riforma c'è ed è ottima"

9 settembre 2010
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"Ho letto con attenzione le considerazioni che l'amico Benedetto Della Vedova ha espresso sul decreto Ronchi e sulla normativa che liberalizza i servizi pubblici locali. Essendomi occupato di questa materia per circa un anno, insieme al ministro Fitto, e avendo dovuto portare avanti una battaglia durissima per resistere alle straordinarie pressioni esercitate da tanti potentati locali e a una vera e propria tempesta mediatica, desidero confutare la tesi secondo cui il quadro normativo sarebbe stato disinnescato a colpi di deroghe".

"Il decreto, innanzitutto, come è stato riconosciuto da Confindustria e da illustri esponenti del centrosinistra come Franco Bassanini e Franco Debenedetti, raggiunge un risultato perseguito da decenni e stabilisce la centralità della gara come strumento di civiltà giuridica e di corretta prassi amministrativa. L'obiettivo è quello classico di ogni intervento liberale: assegnare la gestione del servizio a chi, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dimostri di poter fornire il servizio migliore; obbligare alcuni carrozzoni a snellirsi e industrializzarsi; slegare il più possibile la politica dalla gestione dei servizi pubblici".

"Le regole sono chiare, certe e non eludibili. Le uniche eccezioni consentite sono quelle pensate per tutelare poche situazioni di eccellenza presenti sul territorio. Il regolamento, infatti, prevede la possibilità di mantenere l’affidamento diretto per le società pubbliche, previo parere dell’Autorità Antitrust, soltanto nei casi in cui la precedente gestione pubblica abbia dimostrato di poter garantire "specifiche condizioni di efficienza", che rendono la gestione in house non distorsiva della concorrenza e vantaggiosa per l’utenza. Questo è regolamentato da precisi indici: la chiusura del bilancio in attivo; il reinvestimento nel servizio di almeno l'80% degli utili; l’applicazione di una tariffa inferiore alla media del settore; il raggiungimento di costi operativi medi annui con un’incidenza sulla tariffa che si mantenga al di sotto della media del settore. Condizioni stringenti, applicabili soltanto in pochi casi, che certo non inficiano la portata rivoluzionaria di questo decreto. Come ho detto più volte il vero tassello mancante di un’ottima riforma è un altro.

E’ necessario al più presto individuare un soggetto indipendente con specifici compiti di regolazione del mercato che si occupi di controllare prezzi, gare e investimenti. Si tratta di un passaggio fondamentale per dare risposte convincenti ai cittadini-utenti e sigillare con regole ferree una riforma fondamentale per la modernizzazione e la crescita del sistema Italia. Una riforma attorno alla quale tutti dovremmo stringerci, sostenendola in ogni sede opportuna, tanto più alla luce della straordinaria offensiva mediatica che sta accompagnando da mesi la campagna referendaria contro l'inesistente "privatizzazione dell’acqua""

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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