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Aspettando l'euro

27 agosto 2010Parole chiave: ,
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Euroglobo 2Gli Stati membri dell'UE possono adottare l'euro solo dopo aver soddisfatto i criteri indicati nel Trattato di Maastricht. Non esistono strategie comuni o scadenze temporali prestabilite per l'introduzione della moneta unica nei nuovi Stati membri (entrati nell'UE dal 2004 in poi), tuttavia il Trattato prevede che essi, in un futuro imprecisato, aderiscano all'eurozona.

Prima di introdurre l'euro, ciascuno Stato deve porsi in regola con i criteri di Maastricht ed aver fatto parte, per almeno due anni, del Meccanismo di cambio (ERM II) tra l’euro e le valute nazionali partecipanti al Meccanismo stesso. Sono membri di ERM II Lituania, Lettonia ed Estonia, mentre Polonia, Repubblica ceca, Ungheria e Romania ancora non vi hanno ancora aderito. Il 13 luglio scorso, i ministri delle Finanze dell'UE hanno sancito l'idoneità dell'Estonia all'adozione della moneta unica. Il passaggio avverrà il 1 gennaio 2011, portando così a 17 il numero degli Stati membri dell'eurogruppo. 

I risultati del sondaggio di Eurobarometro

La Commissione europea segue costantemente l'opinione generale, la conoscenza e la familiarità con la moneta unica da parte dei cittadini degli Stati membri che non appartengono all'area dell'euro, denominati in inglese con l'acronimo NMS8, ovvero PoloniaRepubblica ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania, Lettonia, Estonia e Lituania. Il sondaggio in questione, pubblicato da Eurobarometro (il servizio di sondaggi e analisi della Commissione europea) nel luglio 2010, è il decimo del suo genere (Eurobarometro Flash, n. 296). In tutto, sono stati intervistati circa ottomila cittadini scelti a caso.

Rispetto a settembre 2009 (Eurobarometro Flash, n. 280), è stato registrato solo un leggero affievolimento delle simpatie espresse nei confronti dell’euro dai cittadini degli Stati presi in esame. In realtà - come rilevato della Commissione europea nella "Decima relazione sui preparativi pratici in vista del futuro allargamento dell’area dell'euro" (27 luglio 2010) - l’euro gode attualmente di un grado di sostegno persino superiore a quello manifestato nelle prime due ondate di sondaggi effettuate nel 2004 e nel 2005.

  

Sostegno alla moneta unica

Tra settembre 2009 e maggio 2010, l’appoggio dei cittadini all’introduzione dell’euro nel proprio Paese (negli otto Stati considerati), è diminuito solo di poco. Una maggioranza relativa di intervistati pensa che essa avrà conseguenze positive per il paese (il 49%, -3 punti percentuali) e per loro stessi (il 48%, percentuale invariata), mentre rispettivamente il 37% (+2) e il 39% (+1) di quanti hanno preso parte al sondaggio si aspetta effetti negativi. Pressappoco la metà (il 51%) degli intervistati ritiene che l’euro abbia avuto un impatto positivo nei paesi che l’hanno già adottato.

  

Tempi di introduzione dell’euro

Una maggioranza relativa di cittadini degli otto nuovi Stati membri vorrebbe che l’euro fosse introdotto a medio termine ("dopo un certo lasso di tempo" per il 39%, + 3 punti percentuali). Più o meno un terzo (il 32%, -1) preferirebbe adottare l’euro il più tardi possibile, mentre all’incirca un quarto (il 24%, -1) vorrebbe che fosse adottato il prima possibile.

La più alta percentuale di intervistati a cui piacerebbe che il passaggio all’euro avvenisse il più tardi possibile si è registrata sia nella Repubblica ceca che in Lettonia (rispettivamente il 47%, percentuale invariata, e il 44%, +1). In Estonia, il tasso di quanti vorrebbero adottare la moneta unica il prima possibile si mantiene tutt’ora al 23% (percentuale invariata), ovvero circa un quarto di quanti hanno risposto al sondaggio; il 37% (+1) preferirebbe che il passaggio avvenisse dopo un certo periodo di tempo ed il 34% (-2) desidererebbe che l’euro fosse introdotto il più tardi possibile.

  

Livello di informazione

Nel complesso, la maggioranza dei cittadini degli otto nuovi Stati membri crede di non essere ben informata sull’euro (il 59%, percentuale invariata), mentre il 40% (percentuale invariata) reputa di esserlo. Gli estoni si ritengono molto meglio informati rispetto a settembre 2009 (il 50% sostiene di essere ben informata, +6 punti percentuali).

  

Aspettative nei confronti dell’euro

Come per i sondaggi precedenti, la stragrande maggioranza dei cittadini degli otto nuovi Stati membri si dichiara d’accordo con diverse affermazioni positive sugli effetti pratici dell’euro: ad esempio, il 90% (-2 punti percentuali) ammette che l’euro faciliterebbe di molto le cose per quanti viaggiano verso altri paesi che l’hanno già adottato, l’86% (-1) concorda che sarebbe più facile fare acquisti in altri paesi che usano la moneta unica, ecc.

I due terzi degli intervistati teme tuttavia che l’introduzione dell’euro provochi un aumento dei prezzi (il 66%, -1), mentre circa un quarto dei cittadini (il 23%, percentuale invariata) crede che a lungo termine l’euro eserciti sui prezzi un effetto stabilizzatore.


Per saperne di più
:

Sondaggio Eurobarometro Flash n. 296 - "Introduzione dell'euro nei nuovi Stati membri", luglio 2010 (in inglese)
Decima relazione sui preparativi pratici in vista del futuro allargamento dell’area dell'euro, Bruxelles, 27.7.2010 - COM(2010)398 definitivo
L'euro sul sito della Commissione europea

 

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