Better regulation
Meno burocrazia a vantaggio delle imprese
I temi della semplificazione – sia normativa che amministrativa – e della qualità della regolazione, sono entrati a far parte stabilmente dell’agenda politica e parlamentare in Italia come in altri Paesi occidentali, e in particolare presso le istituzioni dell’Unione Europea.
La qualità della regolazione, rappresenta un fattore chiave per la competitività e lo sviluppo economico e una condizione essenziale per agevolare l’esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza. I principi della buona regolamentazione, introdotti a livello internazionale dalle Raccomandazioni dell’OCSE del 1995, sono entrati a far parte delle politiche comunitarie già con il Trattato di Amsterdam del 1995 (v. Protocollo allegato al Trattato), fino ad arrivare al recente “Programma d’azione per la riduzione degli oneri amministrativi nell’Unione europea” adottato (nel quadro della Strategia di Lisbona) dalla Commissione Europea, che ha posto l’obiettivo della riduzione del 25% degli oneri burocratici entro il 2012.
Gli oneri amministrativi e burocratici sono al primo posto trai i problemi che ostacolano lo sviluppo e la competitività delle Piccole e medie imprese (PMI), come evidenziato nella relazione della Commissione sui risultati della consultazione relativa allo “Small Business act”, del 2008. Nelle stime della Commissione, l’obiettivo di riduzione degli oneri del 25% è associato a un incremento del PIL pari a circa l’1.5%. La Terza revisione strategica pubblicata a gennaio 2009, descrive i progressi significativi raggiunti dalla Commissione negli ultimi anni e i prossimi passi della strategia.
Anche in Italia, la semplificazione ha assunto, negli anni, una sempre maggiore valenza strategica anche a fronte dell’eccesso di regolazione esistente nel nostro ordinamento che si accompagna, inevitabilmente, a una cattiva qualità e a una scarsa chiarezza del sistema delle regole. Nel nostro paese la politica di semplificazione ha cominciato ad assumere una configurazione organica a partire dalla seconda metà degli anni ’90. La politica di semplificazione ha registrato una svolta significativa negli ultimi anni. L’ultima manovra di bilancio (Decreto 122 del 2008 poi convertito in l. 133 del 2008) è espressione dell’impegno del governo in materia di semplificazione. Il decreto contiene una sezione “taglia-leggi”, una sezione “taglia-oneri” e specifiche misure di riduzione degli oneri specie in materia di lavoro e ambiente. Misure di semplificazione sono contenute anche nel decreto anticrisi (Decreto 185/2009 convertito in legge n. 2/2009).
La strategia di Better Regulation della Commissione Europea si fonda su tre pilastri:
- la semplificazione normativa
- la riduzione degli oneri amministrativi
- l’analisi di impatto
Gli interventi di semplificazione normativa e amministrativa hanno l’obiettivo di migliorare il quadro regolativo esistente, mentre l’analisi di impatto ha l’obiettivo di migliorare la qualità delle nuove iniziative.
La Better Regulation in Europa
La riduzione degli oneri amministrativi
La Better Regulation in Italia
La riduzione degli oneri amministrativi
L'Analisi dell'Impatto della Regolamentazione (AIR)
Le istituzioni e i soggetti coinvolti
La Better Regulation in Europa
La creazione del mercato interno da un lato ha semplificato la vita dei cittadini, sostituendo un gran numero di leggi nazionali complesse e diverse con un solo quadro normativo; dall’altro ha determinato una produzione particolarmente abbondante di testi legislativi europei dando maggiore impulso all’ opera di semplificazione legislativa per garantire la necessaria trasparenza ed efficienza delle azioni comunitarie.
La semplificazione normativa ha assunto un ruolo prioritario al Consiglio Europeo di Edimburgo del 1992, in seguito alla Pubblicazione del libro bianco sul completamento del mercato interno.
Nel 1996 è stato lanciato il programma pilota Simplification of legislation for the internal market (SLIM). Il programma SLIM ha permesso la ricognizione di 17 aree di regolazione e la definizione di proposte di semplificazione da parte della Commissione in diverse aree di regolazione come l’IVA, settore bancario, previdenza sociale, riconoscimento delle qualifiche professionali.
Nel 2002 il programma è stato rafforzato da un programma pluriennale di semplificazione e di aggiornamento della legislazione comunitaria (Action Plan "Simplifying and improving the regulatory environment")
Il miglioramento e la semplificazione della normativa erano stati già associati alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona nel 2000, nella consapevolezza che semplificazione non significa solo chiarire e razionalizzare le regole ma anche e soprattutto liberare l'innovazione, la produttività e la crescita. Nel 2005, la qualità della regolazione ha assunto maggiore rilievo nella Strategia di Lisbona sulla competitività e sulla crescita in seguito alla Comunicazione Better Regulation for Growth and Jobs in the EU.
Per favorire il coordinamento dell’attività delle tre istituzioni europee in materia di Better regulation, nel 2003 è stato definito un Accordo interistituzionale (The Inter-institutional Agreement on Better Law-Making, IIA) tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio
Nell’ottobre 2005, in seguito alla predetta Comunicazione e sulla base del Piano di Azione del 2002, la Commissione ha lanciato una nuova fase per la semplificazione della normativa europea disponendo, a partire dal periodo 2005-2008, un “Rolling Programme”, (Implementing the Community Lisbon Programme: A Strategy for the Simplification of the Regulatory Environment). Parallelamente al Rolling programme, la Commissione promuove inoltre iniziative specifiche a livello settoriale, ad esempio per la Politica Agricola Comune (Simplifying the CAP), politiche per la Pesca (Common Fisheries Policy - CFP)), per la definizione delle Statistiche. I risultati del primo periodo sono evidenziati nella terza revisione strategica.
La riduzione degli oneri amministrativi
Negli ultimi anni la strategia di semplificazione si è concentrata sulla semplificazione amministrativa, in particolare sulla riduzione degli oneri amministrativi per le imprese. Nel 2007 la Commissione Europea ha presentato il “Piano di azione per la riduzione degli oneri amministrativi in Europa” (Action Programme for Reducing Administrative Burdens in the European Union). Il Piano d’Azione ha avuto il supporto del Consiglio Europeo di Primavera del 2007, che ha condiviso l’obiettivo di riduzione degli oneri amministrativi imposti dalla regolazione europea al 25% entro il 2012 e invitato gli Stati Membri a definire obiettivi “altrettanto ambiziosi”.
Secondo le stime della Commissione, l’obiettivo di riduzione del 25% entro il 2012 potrebbe portare ad un aumento di 1.4% del PIL dell’Unione. Sempre secondo le stime, i costi amministrativi che ricadono sulle imprese in Europa ammontano al 3.5% del PIL dell’UE. In Italia il valore è più alto rispetto alla media europea (4.6% del PIL).
Molti Paesi hanno già previsto obiettivi analoghi a quello stabilito a livello europeo (Obbiettivi nazionali) e anche l’Italia si è vincolata all’obiettivo del 25% di riduzione entro il 2012 con il Decreto 112 poi convertito nella Legge 133/2008.
Al fine di individuare gli oneri più significativi in termini di costi per le imprese e focalizzare il processo di riduzione di questi oneri, è necessario “misurarli”, ovvero quantificare la loro entità in termini monetari. Nell’ottobre 2005, la Commissione ha proposto la definizione di una metodologia comune a livello Europeo per misurare i costi amministrativi imposti dalla legislazione, sia esistente che programmata. Il programma di misurazione dell’UE recepisce la metodologia dello Standard Cost Model (SCM), adattandola al contesto normativo comunitario attraverso lo sviluppo dello EU Standard Cost Model (EU SCM), presentato in allegato allo “2005 Impact Assessment Guidelines”. La metodologia europea è stata ottimizzata anche grazie al contributo di esperti degli Stati Membri appartenenti allo Standard Cost Model Network Steering Group, creato nel 2003 dai Paesi europei che avevano già iniziato a strutturare le proprie politiche di semplificazione sulla riduzione degli oneri amministrativi tramite l’applicazione dello SCM.
L’obiettivo del Piano d’Azione 2007 è quello di misurare gli oneri amministrativi in alcune aree identificate come prioritarie, e identificare gli oneri amministrativi che possono essere ridotti. Il Programma si concentra sugli obblighi informativi inclusi in 42 atti comunitari relativi a 13 aree prioritarie che includono il diritto societario, la sicurezza sul lavoro, la tassazione/IVA, le statistiche, l’agricoltura e i trasporti. Si presume che tali atti causino circa l’80% degli oneri amministrativi di origine comunitaria. Il Piano d’azione include anche un primo pacchetto di 10 misure concrete di riduzione (fast track action, FTA), che per la loro natura sono in grado di garantire risultati nel breve termine. Un Consorzio composto dalle società di consulenza Capgemini, Deloitte and Ramboll management, è stato incaricato di assistere la Commissione nel processo di Misurazione degli Oneri Amministrativi (MOA). I risultati di tale misurazione sono ormai pubblici e possono essere consultati sul sito della Direzione Generale Imprese ed Industria della Commissione Europea (risultati del Consorzio). Alla stessa pagina web è possibile anche osservare la lista di proposte di riduzione degli oneri elaborata dal Consorzio, con la relativa misurazione dei benefici attesi.
Nel 2006 (2006/210/EC) la Commissione ha inoltre istituito un gruppo di regolatori esperti a livello nazionale (High level group of National Regulatory Experts) per la consultazione sulle strategie di semplificazione e per facilitare la collaborazione tra gli Stati Membri e le Istituzioni Europee per lo sviluppo delle misure di Better regulation a livello nazionale ed Europeo. Un Single Point of Contact (SPOC) per ogni Paese Membro contribuisce a facilitare la collaborazione tra la Commissione, la società di consulenza e i Paesi Membri in relazione all’attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi.
Il 31 agosto 2007 è stato istituito un altro gruppo di alto livello presso la Commissione, lo High Level Group of Independent Stakeholders on Administrative Burdens, comunemente detto “gruppo Stoiber”, dal nome del suo presidente Edmund Stoiber, ex governatore della Baviera ed ex candidato cancelliere per la CDU-CSU nel 2002. Tale gruppo, che ha iniziato le sue attività nel 2008, ha funzioni di consulenza nei riguardi della Commissione circa l’attuazione del Piano d’azione per la riduzione degli oneri amministrativi. In particolare, il gruppo fornisce in prima persona o raccoglie dagli stakeholders indicazioni relative a possibili proposte di riduzione, all’individuazione degli atti da includere nel piano d’azione ed a problemi metodologici. E’ possibile anche fornire suggerimenti o esprimere critiche in prima persona attraverso un servizio di consultazione online.
Nel Piano "Anticrisi" proposto dalla Commissione il 26 novembre 2008 sono stati previsti alcuni interventi di riduzione soprattutto a favore delle piccole imprese. Le misure incentrate sulla riduzione degli oneri amministrativi, a fronte di un forte impatto potenziale sulla produttività e sulla crescita (soprattutto delle piccole e medie imprese) hanno il fondamentale vantaggio di non gravare sulle finanze pubbliche e di essere in linea con la normativa europea (in particolare con le norme relative agli aiuti di Stato). Si vedano per esempio gli atti che hanno ridotto gli oneri amministrativi relativi alla certificazione delle spese per i destinatari di finanziamenti erogati attraverso il Fondo Sociale Europeo o il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Regolamento 396/2009 e Regolamento 397/2009), e la proposta di semplificazione per l’avvio di una nuova impresa con lo statuto di “Società privata europea” (Proposta di regolamento 396 del 2008).
Nel gennaio 2009, la Commissione europea ha ampliato l’ambito della misurazione originale ad altri 30 atti, la cui misurazione è stata affidata al Centre for European Policy Studies - CEPS. I primi risultati di questa misurazione sono stati inclusi nella Comunicazione di Ottobre 2009 sugli oneri amministrativi (in particolare negli allegati). La stessa comunicazione contiene la misurazione di ulteriori atti di riduzione, sia adottati che in fase di adozione, su cui stanno lavorando le Direzioni Generali competenti della Commissione. Un’ulteriore possibile estensione del programma ad altri 28 atti comunitari è descritta nell’allego F della citata comunicazione. In generale, la Commissione Europea, sulla base di confronti con le misurazioni nazionali e di studi indipendenti, ritiene che aggiungendo alla lista originale di atti le successive estensioni sia stato effettivamente misurato l’80% degli oneri amministrativi causati dalla legislazione comunitaria.
L’analisi di impatto
L’Analisi di impatto contribuisce a strutturare la preparazione delle proposte della Commissione esaminando la necessità dell’intervento e le opzioni possibili. L’obiettivo dell’analisi è di dare un supporto al decisore politico, senza sostituirsi al decisore cui spetta la scelta finale, identificando e confrontando le opzioni per raggiungere determinati obiettivi e valutandone vantaggi, svantaggi e eventuali sinergie.
Nel 2002 l’approccio utilizzato dalla Commissione per l’analisi di impatto è un approccio integrato che tiene conto non solo dell’impatto economico delle proposte (incluso l’impatto sulla concorrenza) ma anche l’impatto sociale e sull’ambiente. Parte integrante dell’approccio è un ampio ricorso alla consultazione degli stakeholders.
Sono soggette ad analisi di impatto tutte le principali iniziative politiche e le proposte legislative incluse nell’ Annual Legislative and Work Programme (CLWP) o che potenzialmente hanno un impatto significativo. Le Roadmaps disponibili sul sito della Commissione contengono indicazioni delle principali aree interessate dall’analisi.
Le procedure di analisi sono indicate nelle Linee guida la cui versione rivista e aggiornata è stata pubblicata nel 2009. Dal 2006 è stata integrata nell’analisi di impatto anche la misurazione degli oneri amministrativi.
Per rafforzare il controllo di qualità dell’analisi di impatto, nel 2006 è stato creato un organismo indipendente sotto l’autorità del presidente della Commissione, l’Impact Assessment Board. Sull’ Impact Assessment website vengono pubblicate anche le opinioni dello IAB.
Risultati raggiunti
La Terza revisione strategica della Better Regulation descrive i principali risultati conseguiti dalla strategia negli ultimi anni e indica i prossimi passi della strategia.
In sintesi, le attività di semplificazione e codificazione predisposte dalla Commissione Europea porteranno, a conclusione dell’iter legislativo, a un risultato veramente significativo: una riduzione dello stock normativo comunitario, il così detto “acquis”, del 10%, vale a dire circa 1300 atti legislativi in meno.
Con riferimento alle attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi, secondo le stime della Commissione circa un terzo degli oneri amministrativi di origine comunitaria sono stati o saranno tagliati a breve. Più precisamente, la riduzione dovrebbe ammontare a circa 40 miliardi di euro su un totale di 124 miliardi. In particolare:
- una riduzione pari a circa 7,5 miliardi di euro è stata conseguita grazie ad atti già approvati in via definitiva dalle istituzioni comunitarie;
- una riduzione pari a circa 31 miliardi potrà essere conseguita grazie a proposte che sono attualmente in fase di approvazione di fronte al Consiglio dell’Unione europea o al Parlamento europeo;
- ulteriori 2 miliardi di oneri amministrativi potrebbero essere ridotti grazie a delle proposte legislative attualmente in fase di preparazione.
Tra le proposte di riduzioni più significative, possono essere citate:
- la rimozione degli ostacoli alla fatturazione elettronica prevista nella proposta i Direttiva sull’IVA, che permetterà un risparmio di 19 miliardi di euro;
- la riduzione degli obblighi di contabilità separata per le PMI, che permetterà un risparmio di 4,4 miliardi di euro;
- l’ammodernamento del Codice Doganale comunitario, che permetterà un risparmio di 2,5 miliardi di euro;
- la semplificazione e la possibilità di adempimento per via elettronica delle procedure relative al trasporto di animali vivi, che permetterà un risparmio di 1,4 miliardi di euro.
Migliorare la diffusione e la qualità dell’analisi di impatto è un’altra priorità della Commissione. Dal 2002, la Commissione ha effettuato 400 analisi di impatto di cui 134 solo nel 2008. L’Impact Assessment Board (IAB) ha migliorato la qualità, l’affidabilità e la trasparenza delle analisi di impatto. Dal 2008, l’IAB ha sottolineato la necessità di quantificare in maniera più sistematica l’impatto della regolazione e ha chiesto di tener conto in maniera esplicita dell’impatto in termini di costi amministrativi.
La Better Regulation in Italia
La semplificazione in Italia
A livello nazionale, la responsabilità delle misure di semplificazione è totalmente a carico degli Stati Membri. Il Programma Nazionale di Riforma (PNR) degli Stati membri, che fa parte della nuova struttura di Governance comunitaria della Strategia di Lisbona, ha un importante ruolo nel responsabilizzare i singoli Paesi a contribuire alla creazione di un ambiente normativo favorevole ed evitare che gli effetti della regolazione europea vengano rallentati o offuscati dalla regolazione nazionale.
Nel processo di recepimento delle direttive comunitarie in normativa nazionale, possono essere introdotte specificazioni o regole aggiuntive (il c.d. “gold plating”) che possono andare ben al di la’ delle prescrizioni definite in sede comunitaria, creando differenze nell’impatto di una stessa legislazione comunitaria nei diversi Paesi, e che possono essere semplificate solo a livello nazionale. A livello comunitario l’unico modo per evitare o ridurre il gold plating è prevedere Direttive sempre più analitiche e dettagliate, o cercare di aumentare il ricorso al Regolamento, misura prevista nella strategia europea di semplificazione del 2005. Sta ai singoli Paesi impegnarsi per ridurre al minimo le prescrizioni non strettamente previste dalle disposizioni comunitarie.
Nel nostro paese i primi interventi di semplificazione risalgono agli inizi degli anni ’90. (legge generale sul procedimento amministrativo, l. 241/1990), anche se è solo più tardi, con la legge n. 59 del 1997 e le successive leggi annuali, che la politica di semplificazione assume una configurazione organica. Una nuova e più efficace strategia in tema di migliore regolazione si è sviluppata nel 2006, quando il Governo si è dotato di una “cabina di regia” per l’indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione e qualità della regolazione, il Comitato interministeriale per le politiche di semplificazione supportato dall’ Unità per la semplificazione. Il Piano d'azione per la semplificazione, predisposto dal Comitato, ha favorito la realizzazione di una strategia unitaria e il raggiungimento di risultati concreti di semplificazione e miglioramento della qualità della regolazione che valorizzano tutti gli strumenti di “Better Regulation” elaborati in ambito europeo. Il documento contiene iniziative che vanno dagli strumenti di semplificazione delle norme, con il meccanismo del taglia-leggi, e di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi esistenti, fino ad arrivare agli strumenti che incidono ex ante sulla nuova regolazione, quali la consultazione degli interessati e l’Analisi di impatto della regolazione (AIR).
La semplificazione normativa
Con la legge di semplificazione 2005 è stata introdotta la versione italiana del “Taglia leggi”, che si è rivelato un obiettivo strategico per il miglioramento della qualità della regolazione.
L’operazione taglia-leggi ha già ottenuto notevoli risultati grazie a due successivi interventi di abrogazioni espresse di disposizioni legislative ritenute inutili e ormai estranee al nostro ordinamento:
• il primo intervento ha prodotto un taglio di circa 7.000 leggi, tra cui quelle espressamente abrogate dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in l. 133 del 2008;
• il secondo intervento, attuato con il Decreto legge 200/2008 ha consentito un ulteriore taglio di altre 29.000 leggi.
Con il decreto-legge n. 185/2008, recante "misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale", convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 2/2009, sono state introdotte ulteriori misure di semplificazione, tra le quali il blocco e la riduzione delle tariffe, la posta elettronica certificata, l'abolizione del libro soci e la trasmissione telematica dei certificati.
La riduzione degli oneri amministrativi
Il nostro paese, in linea con le raccomandazioni delle istituzioni comunitarie, ha fissato l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese del 25% entro il 2012 e, nel 2007, ha avviato le attività di misurazione tese a individuare gli spazi per introdurre azioni di riduzione degli oneri non necessari o eccessivi rispetto agli obiettivi di tutela degli interessi pubblici oggetto della legislazione di settore.
Con il meccanismo del "Taglia oneri amministrativi", introdotto dall'art. 25 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il Governo ha messo a regime il processo di misurazione e di riduzione degli oneri, introducendo piani di semplificazione per ciascuna amministrazione.
Con riferimento agli oneri amministrativi per le imprese, dopo un primo progetto pilota avviato nel 2006, si è conclusa nel 2008 l’attività di misurazione relativa a 5 ambiti di regolazione nazionale o “aree prioritarie” individuate dal Piano di azione per la semplificazione (P.A.S) 2007 sulla base della consultazione con gli stakeholders: Privacy (misurazione "pilota"), Ambiente, Prevenzione incendi, Paesaggio e beni culturali, Lavoro e previdenza. La stima complessiva del costo aggregato annuo per i 5 settori oggetto della misurazione, riferito a dati 2006, è pari circa 16 miliardi di Euro, di cui più di 9 miliardi concentrati nelle aree lavoro e previdenza. Il P.A.S 2008 ha individuato 3 ulteriori aree per le quali la misurazione è in corso: Ambiente (per la parte non misurata), Fisco, Dogane.
L’AIR
La legge 246/2005 (legge di semplificazione annuale), articolo 14, comma 8, affida al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio dei ministri il coordinamento delle amministrazioni in materia di AIR e di verifica dell’impatto della regolazione (VIR).
L’analisi di impatto della regolazione sull’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e sull’attività dei cittadini e delle imprese è stata introdotta nell’ordinamento nazionale, in via sperimentale, dall’articolo 5 della legge 50/2009. In attuazione di tale disposizione sono state adottate due direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Direttiva 27 marzo 2000 e 21 settembre 2001, che hanno dettato la relativa disciplina e definito criteri e metodologie. Dopo una lunga fase di sperimentazione, il Legislatore ha modificato il quadro normativo in materia di AIR, introducendo l’articolo 14, commi da 1 a 11, della legge n. 246/2005 che “mette a regime” l’AIR prevedendone un’applicazione generalizzata e sistematica a tutti gli schemi di atti normativi del Governo. La norma rinvia all’emanazione di decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri l’individuazione delle tipologie sostanziali e dei casi di esclusione dell’AIR, nonché la definizione di criteri generali, di procedure e di modelli di AIR.
Il Regolamento di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 2008 sulla “disciplina attuativa dell’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)” , n.170, mira a rendere pienamente operative le prescrizioni dell’art.14 della legge n. 246/2005, con riguardo alla sistematica applicazione dell’AIR.
La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 settembre 2008 in materia di "Tempi e modalità di effettuazione dell'analisi tecnico-normativa" ha sostituito la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 marzo 2000. L'analisi tecnico-normativa (ATN) costituisce uno strumento funzionale alla trasparenza e al miglioramento della qualità della regolamentazione ed è mirata a verificare l'incidenza della normativa in via di adozione sull'ordinamento giuridico vigente, la compatibilità con l'ordinamento comunitario e gli obblighi internazionali, nonché a verificare la corretta applicazione dei principi in materia di redazione tecnica degli atti normativi.
La Direttiva servizi
L’altra tematica destinata ad intersecarsi con l’attività di Better Regulation e di AIR e a dare ad esse un rinnovato vigore è la Direttiva Servizi nel mercato interno, la cui attuazione richiede un ampio processo di revisione delle regolazioni economiche vigenti all’interno dell’ordinamento, e la verifica della conformità alle prescrizioni della Direttiva secondo un percorso coordinato a livello comunitario.
In questo contesto, e nella misura in cui gli Stati membri abbiano margini di valutazione sulla effettiva necessità e proporzionalità delle diverse discipline, l’AIR rappresenta un utile strumento per decidere sulla giustificabilità di previsioni delle quali non viene prescritta l’automatica eliminazione. In quest’ottica, il DAGL, il Dipartimento per il coordinamento delle Politiche Comunitarie e l’Unità per la Semplificazione collaborano per dare piena attuazione alla Direttiva.
Le istituzioni e i soggetti coinvolti
In Italia, i principali attori coinvolti processo di semplificazione sono:
• Il Comitato interministeriale per l’indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione e di qualità della regolazione;
• Il Ministro per la semplificazione normativa, che per delega del Presidente del Consiglio dei Ministri presiede il Comitato;
• La struttura di Missione a supporto del Ministro per la semplificazione normativa;
• L' Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, che fornisce supporto tecnico al Comitato;
• Il Dipartimento della Funzione Pubblica, Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e delle procedure. L’Ufficio coordina un gruppo di lavoro preposto alla Misurazione degli Oneri Amministrativi (Task force MOA), al quale partecipa anche l’Istat per le fasi di rilevazione statistica sulle imprese;
• il Tavolo permanente per la semplificazione, presso la Conferenza Unificata, quale sede stabile di consultazione con le categorie produttive, le associazioni di consumatori, le Regioni e le autonomie locali. L’ascolto e il coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni dei cittadini, sono essenziali per costruire e realizzare una politica di semplificazione.
• Il Comitato tecnico di supporto alla semplificazione normativa e riduzione del numero delle leggi (il meccanismo del cosiddetto "Taglia leggi" );
• la Commissione parlamentare per la semplificazione, istituita dalla legge di semplificazione per il 2005 e incaricata di verificare lo stato di attuazione del procedimento di abrogazione delle norme adottate anteriormente al 1970.
• Il Dipartimento affari giuridici della presidenza del Consiglio per la parte di Analisi di impatto della regolazione.
• Il Ministro per le Politiche Europee, delegato ad esercitare le funzioni e le attribuzioni di competenza del Presidente del Consiglio dei Ministri dirette ad assicurare la partecipazione dell'Italia all'Unione Europea. Il Dipartimento per le politiche europee fa parte del Comitato e le attività europee di better regulation, fanno parte della Strategia di Lisbona e delle attività del Consiglio Competitività.
Per saperne di più:
Ministro per la semplificazione
Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Analisi dell'Impatto sulla Regolamentazione
Commissione europea sulla better regulation
Direzione Generale Imprese ed Industria
Parlamento europeo
Consiglio dell’Unione europea
High Level Group of National Regulatory Expert
High Level Group of Independent Stakeholders on Administrative Burdens










