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Il "peso" dell'italiano

6 maggio 2010Parole chiave:
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INTERVENTO DEL MINISTRO RONCHI SU CORRIERA DELLA SERA - SETTE

 

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Caro Severgnini. ho letto con interesse I' intervento di Claudio Antonelli e la tua risposta nella rubrica ltalians (Sette. n. 16) riguardante la lingua italiana e il suo peso nell'Unione Europea. Come sai, l'UE considera la pari dignità delle lingue un valore tanto da richiamarlo nel Trattato di Lisbona. Sarebbe impensabile assicurare in ogni occasione traduzioni e interpretariati in tutte le 23 lingue dell'Ue. Esiste ormai una lingua di lavoro accettata universalmente, l'inglese, che nessuno contesta.

Diverso è invece quando vengono elevate al rango di lingue di lavoro anche il francese e il tedesco. creando di fatto un regime trilinguistico fortemente penalizzante per italiano, lingua dalle grandi tradizioni letterarie e culturali ed espressione di uno dei Paesi fondatori dell'Unione. Più volte sono intervenuto per denunciare una condotta penalizzante assunta dalle istituzioni europee.

L'ultimo recente episodio, la pubblicazione del nuovo bando di concorso dove le tre lingue (francese. inglese e tedesco) sono 1) le sole accettate per presentare la domanda, 2) le sole con cui sostenere il testpreselettivo, 3) le sole da conoscere obbligatoriamente come seconda lingua per poter partecipare al concorso. La conseguenza è semplice: se questa prassi verrà consolidata, chi vorrà lavorare nelle istituzioni europee dovrà studiare una delle tre lingue privilegiate. penalizzando tutti gli altri idiomi.

Il Tribunale di primo grado dell'UE ci diede già ragione nel 2008 annullando la decisione di pubblicare i bandi di concorso soltanto in francese, inglese e tedesco. Evidentemente ciò non è stato sufficiente. Non vogliamo creare né una Authority né dar vita a un Italian Day come simpaticamente propone il signor Antonelli. Vogliamo rivendicare un diritto e un principio, difendendo gli interessi nazionali, evitando discriminazioni per la piccola e media impresa e assicurando le stesse condizioni di accesso e partecipazione ai candidati italiani.
Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Europee

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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