Acqua, una risorsa da salvaguardare
Articolo del ministro Ronchi pubblicato da Media Planet
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Con la riforma dei servizi pubblici locali è stato raggiunto un traguardo atteso da oltre un decennio dal sistema Italia. Si tratta di un provvedimento coraggioso e coerente che apre un mercato importantissimo alla concorrenza. L'approccio è flessibile e non dogmatico. Gli enti locali devono, infatti, verificare prima di tutto "la realizzabiità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali". Solo nel caso in cui la libera iniziativa economica privata non risulti idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità c'è la possibilità di un affidamento "in house". Affidamento che diventa un'eccezione piuttosto che la regola e deve essere motivato dall'ente locale all'Antitrust affinché quest'ultimo verifichi l'assenza di effetti distorsivi perla concorrenza.
La direttrice sulla quale ci siamo mossi è chiara: aumentare l'efficienza e diminuire gli sprechi, favorendo la trasparenza attraverso il meccanismo delle gare e il consolidarsi di un vero e proprio mercato dei servizi. Inoltre con la riforma vengono poste le premesse per una rapida e progressiva ripresa degli investimenti a beneficio di alcuni settori, in particolare quello idrico. Su quest'ultimo punto è necessario spendere parole chiare: l'acqua è per legge un bene pubblico e tale resterà anche con le nuove norme. In queste settimane sono risuonate grida d'allarme che hanno tentato di veicolare il falso messaggio della privatizzazione dell'acqua, confondendo il concetto di proprietà con quello di gestione. Naturalmente non è avvenuto nulla di tutto questo. Le società che si aggiudicheranno le gare porteranno l'acqua nelle case dei cittadini per conto dello Stato. Il governo è perfettamente consapevole che l'acqua non è una merce come tutte le altre. Questo, però, non vuol dire che l'acqua debba obbligatoriamente essere gestita da un monopolio pubblico perché troppo spesso i monopoli pubblici generano diseconomie di scala e si tramutano in carrozzoni, diventando fonte inesauribile di sprechi.
Il Dl Salvainfrazioni, invece, mette un punto rispetto alla anomali prassi dei Comuni azionisti e regolatori e stabilisce regole precise per la partecipazione dei privati alla gestione. Oggi le tariffe sono in forte aumento con un incremento dal 2000 ad oggi pari al 47%. Inoltre sul territorio nazionale resiste una forte disparità delle bollette e si consolida l'odioso fenomeno della dispersione con il 34% dell'acqua potabile sprecata a causa di gestioni inefficienti. Si tratta di mia situazione non più accettabile, il servizio va affidato a chi offre condizioni di efficienza e di costo più convenienti per il cittadino ed è in grado di innovare i processi. Naturalmente ora bisogna compiere l'ultimo passo individuando standard minimi di qualità, vigilando sulle tariffe e garantendo il corretto funzionamento delle gare sul territorio. Un compito di cui il governo sente in pieno la responsabilità.
Andrea Ronchi










