Dalle Ferrari-patacca alle false griffe
Articolo del Corriere della Sera
Versione in .pdf [216 Kbyte]
Quasi 46 milioni di beni taroccati sequestrati. Compresa una Ferrari-patacca capace di ingannare anche acquirenti esperti, celando sotto la carrozzeria giallo fiammante, perfetta, il motore di una Pontiac. E' questo il primo risultato di quattro mesi di applicazione della nuova norma a tutela del made in Italy. Un decreto che affila le armi alla Guardia di finanza agevolando sequestri e confische della merce contraffatta e sanzioni che possono arrivare a 250mila euro. Il ministro delle politiche europee Andrea Ronchi parla di «lavoro straordinario» compiuto dalle Fiamme Gialle e rilancia: «I tecnici del ministero stanno studiando come allargare la tutela del marchio italiano anche alla componentistica della green economy». E anticipa la prossima sfida: creare il «made in Europe».
«I dati parlano chiaro - evidenzia il ministro - basti pensare che prima di questa legge lo Stato subiva un danno, per mancate entrate dirette e indirette, di 5 miliardi e 280 milioni l'anno. Le indagini già c'erano. Ma con questo strumento formidabile abbiamo avuto un'impennata di successi». Ronchi snocciola cifre con l'espressione soddisfatta. Da settembre sono aumentati del 46% le persone denunciate, del 162% i prodotti insicuri sequestrati, del 128% i prodotti moda contraffatti recuperati e dell'82% gli immobili posti sotto sequestro perché relativi al business del falso. Nella moda sono stati recuperati 23 milioni di pezzi, tra i beni elettronici 2 milioni di pezzi. Sequestrati anche 2.469 mila giocattoli, spesso insicuri, e 17 milioni e 640 mila beni di consumo.
«Cifre che non si sarebbero mai potute raggiungere. E le operazioni compiute dalla Guardia di Finanza ci hanno fatto capire molte cose relative a questo business illegale. Come l'operazione Kussen, compiuta il 25 gennaio, la più importante iniziativa di contrasto alla contraffazione, compiuta in Europa, con indagini anche in Francia e in Germania, che ha mostrato come la merce attraverso la Turchia giungeva in Europa». Un'indagine che ha portato a dodici arresti, 3 milioni di capi di abbigliamento contraffatti seguestrati e 3 aziende per un valore di 800mila euro poste sotto sequestro. Ma non è l'unica. A Palermo sono stati sequestrati 3 mila capi di abbigliamento che riproducevano Hello Kitty e Spiderman. Erano già pronti alla vendita, avrebbero fruttato quasi 100mila euro. E ancora: a Roma 140 mila capi tra abbigliamento e scarpe sequestrati a 7 cinesi arrestati. E 32 mila capi contraffatti con il logo della squadra di calcio giallorossa, per un valore di 500mila euro. Ma anche 6000 tagliandi del Gratta e vinci pronti per essere distribuiti che venivano per venduti senza le cartoline. Avrebbero portato a un danno di 2 milioni di euro. E infine l'indagine di Imperia sulla falsa Ferrari. I finanzieri se ne sono accorti dalle ruote in lega che quella Ferrari era un po' strana. Da lì gli accertamenti e la scoperta.
Spiega il ministro: «In tempi di crisi il problema è ancora più pesante. Il danno è dupllce: il mancato introito da evasione fiscale e il mancato incasso delle imprese. Oltre alla tutela del lavoro. Non è più possibile produrre altrove senza indicarlo e approfittare del marchio Made in Italy». Una strategia che si vorrebbe allargare anche alla tutela dei prodotti per l'energia rinnovabile. Rendere riconoscibile la componentistica. «E' un lavoro che i nostri tecnici stanno tentando di fare assieme al gestore dei servizi elettrici. Vorremmo garantire anche in questo campo la qualità italiana».
Ma il vero pallino del ministro è il marchio europeo. «Andrò in Germania e in Francia il 23 e il 24 febbraio per sensibilizzare i nostri partner sulla necessità di tutelare il prodotto europeo come hanno fatto gli Stati Uniti e il Canada. Credo che possiamo trovare delle intese per un testo base che abbia caratteristiche simili alla nostra legge. I risultati dimostrano che ce n'è davvero bisogno».
Virginia Piccolillo






