"Coniugare il rigore con l'integrazione"
Intervista del ministro Ronchi al Messaggero
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«Non occorrono leggi speciali per vietare il burqa, basta applicare le norme sull'ordine pubblico e la riconoscibiità delle persone che già esistono, che vanno fatte rispettare con il massimo scrupolo». Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, tuttavia, spiega che il vero tema «è coniugare rigore e integrazione».
Basta vietare il burqa per garantire la sicurezza, ministro Ronchi?
«Non serve una proibizione per legge. Il problema è far rispettare le norme che già esistono e che riguardano l'identificazione. Sul burqa io la penso come gli intellettuali musulmani e i rappresentanti dell'Islam moderato, che sottolineano come il burqa non sia un simbolo religioso, ma un segno identitario voluto dagli integralisti. Combatterlo vuol dire schierarsi dalla parte del rispetto dei diritti delle persone e, in particolare, dalle donne».
Non sarebbe il caso che l'Europa assumesse una posizione comune?
«Ovviamente sì. Ma l'intervento dell'Europa è necessario soprattutto per governare il fenomeno immigrazione, che ricade tutto sulle spalle dei singoli Paesi, a partire dall'Italia che è stata lasciata sola alle prese con gli sbarchi».
Il presidente Sarkozy però ha anche detto che non permetterà che in Francia accada quello che è successo da noi riguardo a chi chiede il diritto d'asilo.
«Ma si riferiva alla politica demagogica dei precedenti governi. Noi abbiamo fatto molto per contrastare l'immigrazione clandestina. Per esempio, grazie all'accordo con la Libia, nel 2009 gli sbarchi da quel Paese sono calati del 74 per cento. E abbiamo la coscienza a posto anche sulla concessione del diritto di asilo, Abbiamo accettato il 50 per cento delle domande e stanziato 29 milioni e mezzo di euro per un anno, a fronte dei 21 milioni in 6 anni, previsti dalla Commissione europea».
E cosa dovrebbe fare l'Europa?
«Adottare una politica comune sull'immigrazione per tutto il Mediterraneo, perché la questione riguarda tutti gli Stati. Del resto, anche la socialista Spagna ha istituito la Bedecs, una brigata per l'espulsione dei criminali clandestini recidivi e in un anno sono stati allontanati dal Paese 7591 irregolari».
Un esempio da seguire, secondo lei, ministro?
«Un'indicazione da tenere a mente. Da parte nostra, abbiamo chiesto l'istituzione dell'agenzia europea per il diritto di asilo, affinché valuti le posizioni di quanti sono costretti ad abbandonare i propri paesi, se rischiano la libertà e la vita, per motivi etnici, religiosi o politici, e decida la destinazione per i richiedenti, che deve essere vincolante».
Claudia Terracina










