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Basta la "dia" e si avvia l'attività

19 dicembre 2009Parole chiave:
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Intervista al ministro Ronchi del Sole 24 Ore 

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«Dia» e sportello unico faranno da volano ai nuovi servizi di caratura europea. Semplificando e razionalizzando accesso ed esercizio di professioni, attività commerciali e artiginali. «Con il recepimento della direttiva servizi sottolinea il ministro per le Politiche comunitane, Andrea Ronchi - daremo il via a una rivoluzione in un mercato che realizza il 70% del Pil europeo. Questo traguardo è frutto di un lavoro durato quasi due anni, realizzato con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni e le categorie interessate».

La semplificazione

Dopo l'approvazione, giovedì, in via preliminare del decreto di attuazione della direttiva 2006/123/Ce, il cui termine di recepimento scade il 28 dicembre 2009, spetterà alle Carriere e alla conferenza Stato-regioni esprimere il parere di conformità, prima dell'ok definitivo di Palazzo Chigi (atteso a questo punto tra la fine di gennaio e la metà di febbraio). «Dal prossimo anno - aggiunge Ronchi - tutte le imprese europee che operano nei servizi avranno a che fare con un unico interlocutore, abbattendo il balzello della burocrazia, e potranno operare liberamente a prescindere dal Paese d'origine e da quello in cui effettueranno la prestazione». La regola per l'accesso e l'esercizio di un'attività di servizi diventa, quindi, la dichiarazione di inizio di attività (dia) con efficacia immediata: l'attività potrà essere avviata dalla data di presentazione della domanda all'autorità competente. La direttiva perciò ha imposto agli Stati di rivedere tutta la regolamentazione relativa a regimi autorizzatori e di eliminare quelli troppo restrittivi. Nel nuovo mercato dei servizi Ue potranno essere stabiliti requisiti per l'accesso all'attività ovvero regimi di autorizzazione («dia» differita o placet espressi) solo se giustificati da: motivi di ordine pubblico; pubblica sicurezza; sanità; tutela dell'ambiente; e sempre alla condizione che ciò sia conforme ai principi di non discriminazione, necessità e proporzionalità. Tutte le procedure potranno essere espletate online attraverso lo sportello unico. La direttiva crea, inoltre, una rete di assistenza reciproca per garantire il controllo dei prestatori e lo scambio di informazioni tra gli Stati attraverso un sistema elettronico denominato «Imi» (Internal market information). Nei casi in cui siano richiesti i titoli autorizzatori avranno durata illimitata ed efficacia su tutto il territorio nazionale.

Accesso alle professioni

Il decreto di recepimento fa salve le disposizioni relative ad ordini, collegi e albi professionali. Per i professionisti la direttiva servizi si applicherà in base alla clausola di specialità solo per le parti non coperte dalla direttiva qualifiche (2005/36/CE) recepita con il decreto legislativo 206/07. In particolare troveranno spazio le norme relative all'assicurazione, alle comunicazioni commerciali, alle attività multidisciplinari e alla semplificazione se non contenute nei codici deontologici. Ma nel monitoraggio condotto dal ministero della Giustizia non risultano profili di criticità tra la normativa italiana - e quella comunitaria rispetto alle condizioni di iscrizione agli albi professionali. Per i professionisti transfrontalieri che intendano esercitare l'attività in Italia in modo temporaneo e occasionale si applicherà invece la normativa italiana (a partire dalla necessità di un riconoscimento ministeriale della qualifica e dell'eventualità di sottoporsi a una prova di idoneità). Ma una volta acquisito il riconoscimento l'iscrizione all'albo dovrà essere effettuata in due mesi. M.Bel.

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