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Piani UE di ripresa economica

19 dicembre 2008Parole chiave:
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L'Europa si mobilita per affrontare la crisi finanziaria. Dall'Unione Europea ai singoli Stati membri sono state messe in cantiere una serie di azioni e misure volte a fronteggiare l'attuale situazione di crisi economica e finanziaria iniziata negli Stati Uniti. Interventi volti a dare non solo fiducia agli investitori ed ai risparmiatori ma anche a sostenere la produzione dal lato della domanda.

In questa pagina, i piani di Unione Europea, Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna.

 

Bandiera dell'Unione EuropeaIl piano europeo di ripresa economica approvato dall'Unione Europea lo scorso 2 dicembre per il rilancio dell'economia rappresenta un'azione decisa e coordinata per contenere la crisi, stimolare la domanda e alimentare la fiducia. L'impostazione di metodo, basata sul binomio patto di stabilità-strategia di Lisbona, affida alle priorità della Strategia di Lisbona il compito di traghettare l'Europa fuori dalla crisi. Questo significa agire non solo con interventi congiunturali, di breve periodo, ma anche riconfermando l'impianto strategico comunitario a favore della crescita e competitività europea in un'ottica di medio-lungo periodo. La crescita sostenibile come priorità chiave della strategia di Lisbona, inoltre, consentirà di conciliare le azioni di breve termine con quelle di medio-lungo termine, proprie dello sviluppo sostenibile.
 
Il piano si basa su due pilastri fondamentali e su un principio cardine:

  • il primo pilastro dovrebbe comprendere interventi degli Stati membri ed a valere sul bilanio UE per un valore complessivo di 200 miliardi di euro, per il rilancio della domanda;
  • il secondo pilastro si basa su azioni a breve termine volte a rafforzare la competitività a lungo termine orientando l'azione verso investimenti "intelligenti".


I principi cardine sono la solidarietà e la giustizia sociale.

L'intervento deciso dalla Commissione europea sarà pari all'1,5 per cento del PIL dell'UE e si attuerà mediante 10 azioni individuate dalla Commissione. I singoli interventi dovranno avvenire in vari ambiti da quello dei redditi, dei consumi delle famiglie e delle imprese a quello riguardante il settore dell'occupazione. 170 miliardi, pari all'1,2 per cento del Pil dell'UE, giungeranno dai bilanci pubblici dei singoli Stati membri e saranno impiegati per finanziare strumenti combinati di reddito e di spesa che siano di stimolo per sostenere i redditi, rilanciare i consumi ed aiutare le imprese in difficoltà.
I restanti 30 miliardi (circa lo 0,3% del PIL dell'UE) graveranno invece sul bilancio dell'Unione e saranno indirizzati ad azioni immediate. Dalla BEI arriveranno poi 15 miliardi di euro nel 2009 e 15 nel 2010, per prestiti alle piccole e medie imprese, soprattutto quelle che investono nelle tecnologie verdi. Infine, sono previsti anche 5 miliardi di euro per incentivare chi produce auto pulite", 1 miliardo per le case ecologiche e 1,2 miliardi per le "fabbriche del futuro".

Bandiera dell'ItaliaL'Italia è stato uno dei primi Stati membri a dotarsi di misure volte a sostenere i redditi e soprattutto i consumi dal lato della domanda. Molti gli interventi contenuti nel pacchetto anticrisi approvato dal Consiglio dei Ministri (36 articoli in tutto) tra cui spiccano il bonus straordinario per le famiglie fino a mille euro e gli interventi per calmierare i mutui a tasso variabile. Inoltre, il Cipe a breve varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro mentre nel complesso il decreto del governo muoverà un volume di risorse pari a 80 miliardi di euro. Tra le scelte operate che ha fatto molto discutere c'è la social card, un sostegno diretto rivolto ai pensionati e alle famiglie con un reddito che rientra nella soglia di povertà e che consiste in una carta prepagata del valore di 40 euro mensili con validità di un anno utilizzabile per la spesa alimentare. Il governo per questa misura ha stanziato 1.070 milioni di euro di cui 170 milioni sono stati messi a disposizione attraverso il decreto legge 112, 250 milioni giungeranno da donazioni private (200 milioni dall'Eni e 50 dall'Enel), 450 milioni dal disegno di legge Banche al momento in discussione al Senato ed approvato alla Camera ed infine 200 milioni dal disegno di legge 1195 (Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia) in discussione al Senato. In tutto, il governo italiano prevede che i beneficiari saranno 800mila che riceveranno le lettere di avviso dall'Inps ritirando la card presso le Poste.


Bandiera della GermaniaLa Germania ha predisposto un piano di 80 miliardi di euro per la ricapitalizzazione delle banche in crisi e di 400 miliardi di euro per le garanzie sui prestiti interbancari. L'obiettivo di queste misure - come ha spiegato il governo - è quello di stabilizzare il mercato finanziario, assicurando il rifornimento di capitali all'economia e soprattutto garantendo la sicurezza dei risparmiatori e degli stessi investitori. Il governo tedesco però rispetto a questo primo pacchetto di misure nei giorni scorsi ha annunciato di stare predisponendo un'altra serie di misure del valore di circa 25 miliardi di euro. In questo senso, l'Esecutivo tedesco punta a mettere in movimento investimenti per 50 miliardi di euro per i prossimi due anni e garantire così circa un milione di posti di lavoro. Tra le misure che sono state previste il condono per un anno delle tasse di circolazione a chi compra una nuova automobile (una misura il cui costo é stimato in circa 8 miliardi di euro), oltre a finanziamenti per le amministrazioni comunali, per il risanamento energetico degli immobili e per il traffico. Alle imprese, inoltre, sarà permesso di detrarre parte delle spese per nuovi impianti e ai privati cittadini di togliere dalle tasse i soldi spesi per riparazioni e artigiani. Infine, la cancelliera Angela Merkel ha previsto lo stanziamento di 32 miliardi per favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese.

Bandiera della FranciaLa Francia ha messo a punto un piano di rilancio dell'economia da 26 miliardi di euro, pari all'1,3% del prodotto interno lordo nazionale, che include investimenti nel settore ferroviario, energetico, postale, della difesa e della ricerca. Nel dettaglio, alle infrastrutture, alla ricerca e al sostegno delle autorità locali dovrebbero essere destinati 10,5 miliardi. Sono previste anche misure a sostegno dell'industria dell'auto, con un incentivo alla rottamazione da mille euro, e 4 miliardi di investimenti nelle ferrovie, nel settore energetico e nelle compagnie postali. Riguardo al sostegno al settore dell'auto il bonus rottamazione previsto nel pacchetto dovrebbe costare circa 220 milioni di euro. Inoltre, sarà stanziato un prestito di 1 miliardo di euro a sostegno delle divisioni finanziarie di Renault e Peugeot. I produttori di auto riceveranno un aiuto di 300 milioni di euro per la ricerca e lo sviluppo. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato che includerà nelle misure varate anche un bonus di 200 euro per i francesi meno abbienti. Si tratta di un'una tantum che sarà versata a marzo e che riguarda quasi 4 milioni di persone.

Bandiera del Regno UnitoLa Gran Bretagna per far fronte alla crisi finanziaria ha varato un piano fiscale di 20 miliardi di sterline (pari a 23 miliardi di euro) con l'obiettivo di stimolare l'attività economica. L'intervento previsto dal governo britannico ha tagliato l'Iva su beni e servizi dal 17,5 per cento al 15, una misura che lo stesso Esecutivo inglese ha comunque spiegato che sarà temporanea.

Bandiera della SpagnaLa Spagna ha annunciato attraverso il primo ministro José Luis Zapatero un piano di spesa pari a 11 miliardi di euro, pari all'1,1 per cento del PIL spagnolo. Il premier ha precisato che gli interventi saranno rivolti ad investimenti nel settore dei lavori pubblici e, in particolare, nelle infrastrutture consentendo così la creazione di 300mila nuovi posti di lavoro. L'intervento in Spagna si è reso ancora più necessario a causa del tasso di disoccupazione (pari all'11,3 per cento)  il più alto tra i 27 paesi della UE, mentre il PIL del terzo trimestre è risultato negativo (-0,2 per cento). Una situazione di crisi che non si verificava dal 1993, anno che coincise con la recessione europea. Il premier José Luis Zapatero ha annunciato interventi per 33 miliardi in progetti di infrastrutture nel 2009 per rilanciare l'economia del paese: 19 miliardi saranno destinati alle infrastrutture dei trasporti, 5 a progetti per l'ambiente e 8 saranno usati dai comuni.

Dipartimento Politiche Europee

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