Il decreto Ronchi è legge

Riforma dei servizi pubblici locali con l'apertura del mercato ai privati, misure per la difesa del Made in Italy, regolamentazione degli spot telefonici. E ancora, previsione di norme anti-mafia per l'Expo 2015, proroga delle convenzioni per la Tirrenia, obbligo di vendita di lampadine ed elettrodomestici a basso consumo a partire dal prossimo anno. Queste sono alcune delle novità introdotte dal decreto salva-infrazioni approvato oggi alla Camera in via definitiva con 302 voti a favore e 263 contrari.
Il provvedimento, illustrato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi dai Ministri per le Politiche europee, Andrea Ronchi, e per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, permette tra l'altro di chiudere 14 procedure di infrazione aperte dalla Commissione UE contro il nostro Paese. Non solo. "Per la prima volta – ribadisce Ronchi - abbiamo fatto qualcosa di importante per prevenire le infrazioni, cosa che viene fatto in tutti gli Stati europei. Prima che politico questo è un cambio culturale dell'impostazione. Con conseguenze importanti, visto che le infrazioni, voglio sottolinearlo ancora una volta, hanno pesanti ricadute economiche sul bilancio dello Stato".
Con le nuove norme contenute nel decreto viene di fatto messo punto un sistema che consentirà un'apertura ai mercati con benefici per amministrazioni e cittadini in termini di qualità ed economicità, specie in un settore importante come quello dei servizi idrici: "Questa riforma - sottolinea Ronchi - tenderà a dare maggiori garanzie al servizio idrico, ad annullare gli sprechi ed evitare che sulle tariffe ci possano essere disparità enormi tra una città e l'altra dell'Italia".
Tornando sulle critiche nei giorni scorsi di chi ha visto una sorta di privatizzazione dei servizi idrici, Ronchi chiarisce: "Si è parlato strumentalmente di privatizzazione dell'acqua: è una polemica che rispediamo al mittente. L'acqua è, resta e sarà pubblica: non è privatizzabile e l'art. 15 rafforza questo principio. L'acqua - conclude il ministro - è un bene pubblico sacrosanto, un diritto doveroso che va tutelato e noi con questa legge lo facciamo andando a rompere monopoli che sono stati inefficienti".
Il decreto approvato oggi, segna inoltre un deciso passo in avanti nella tutela dei prodotti e dei marchi italiani attraverso la disciplina del Made in: "Ci saranno delle condizioni precise – ha spiegato Ronchi – e potrà chiamarsi ‘Made in Italy’ solo ciò che è stato progettato, disegnato, lavorato e confezionato sul territorio italiano". Le norme sul Made in contengono, tra l'altro, delle pesanti sanzioni: "Ogni abuso – ricorda il ministro - sarà punito penalmente con multe fino a 250 mila euro. Questa materia era attesa da 480 mila piccole e medie imprese. È una norma innovativa che, in un momento di crisi come questo, consentirà di valorizzare le produzioni nazionali. Un modo certo affinché – conclude Ronchi - le indicazioni sull'origine italiana di un prodotto non conseguano dalla personale valutazione del produttore ma siano garantite dalla rispondenza ai criteri indicati".
Per saperne di più:
Il testo del decreto salva infrazioni
La conferenza stampa del Ministro Ronchi
Articolo del ministro Ronchi pubblicato da Milano Finanza sui servizi idrici
Intervista del ministro Ronchi al Sole 24 Ore sui servizi pubblici locali










