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Trattato di Lisbona, sì dell'Irlanda

3 ottobre 2009Parole chiave:
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"Questo è un buon giorno per l'Irlanda e per l'Europa. Il Sì ha vinto". Il premier irlandese Brian Cowen, aveva già annunciato l'esito dell'atteso referendum sul Trattato di Lisbona nelle prime ore del pomeriggio. Anticipando il risultato finale ufficializzato qualche ora più tardi.

Il "sì" ha vinto con il 67,1% dei voti. Il "no" ha raccolto il 32,9%. L'affluenza è stata del 58%. Ribaltato in poco più di un anno l'orientamento degli irlandesi sul Trattato di Lisbona. Il 12 giugno 2008, il "no" prevalse con 53,4% mentre il "sì" ottenne solo il 46,6%.

Per il Trattato di Lisbona, ora, mancano solo le ratifiche di due paesi per entrare in vigore: Polonia e Repubblica Ceca.

Per il ministro Ronchi, "il sì dell'Irlanda al Trattato di Lisbona è una bella notizia per l'Europa e per tutti coloro che hanno davvero a cuore le sorti del Vecchio Continente. Ora per l'Unione Europea può davvero aprirsi una stagione nuova.

"Naturalmente - prosegue Ronchi - l'auspicio è che anche la Repubblica Ceca e la Polonia procedano alla definitiva ratifica del Trattato e si esca da quella situazione di incertezza che ha rallentato e talvolta bloccato l'Unione Europea sin dal fallimento della Costituzione europea. Ma sono convinto che alla fine la saggezza prevarrà. Mai come in questo momento le istituzioni di Bruxelles hanno bisogno di competenze chiare e di una maggiore efficienza nel loro funzionamento. Serve un cambio di passo e un contributo più forte dell'Europa per una rapida uscita dalla crisi economica. Così come è imperativo un ruolo più definito e determinato dell'UE in settori essenziali per i cittadini europei come il contrasto della criminalità, la politica di immigrazione e la politica energetica. Il nuovo Trattato offre alle istituzioni poteri più efficaci e definiti e adatta i meccanismi di funzionamento alle necessità di una Unione a 27. L'auspicio - conclude il ministro Ronchi - è, quindi, che gli Stati membri sappiano sfruttare al meglio le potenzialità che ci vengono offerte dal Trattato e lavorino insieme per riavvicinare l'Europa ai propri cittadini".

Il Presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, ha aperto la conferenza stampa convocata a Bruxelles per commentare il voto dichiarando: "Il mio messaggio oggi è molto semplice: grazie Irlanda!". E ha ricordato che "l'Irlanda ha dato una nuova opportunità all'Europa".

E dopo il referendum, ora il Consiglio europeo "vuole che il Trattato di Lisbona entri in vigore prima della fine dell'anno", come ha dichiarato Fredrik Reinfeldt, premier svedese e presidente di turno dell'UE. Si attende quindi la ratifica della Polonia e della Repubblica Ceca, gli ultimi due paesi che mancano all'appello.

Il presidente polacco Lech Kaczynski ha già fatto sapere che firmerà presto la ratifica del Trattato. Per la Repubblica Ceca, invece, pende un ricordo contro l'entrata in vigore del Trattato presentata davanti alla Corte Costituzionale da alcuni deputati. Il Parlamento ceco ha già approvato il Trattato e il presidente Vaclav Klaus "non si opporrà all'ultimo minuto" ha assicurato il presidente della Commissione europea, Barroso.

Per saperne di più:
La dichiarazione del Primo Ministro irlandese, Brian Cowen [in inglese]
Referendum in Irlanda (da: Newsletter del Dipartimento)
Approfondimento sul Trattato di Lisbona
Referendum in Irlanda: i risultati [in inglese]
Trattato di Lisbona: sito dell'Unione Europea
Ratifica della Germania: un altro passo avanti (25 settembre 2009)

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