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"Sull'immigrazione serve un atto di coraggio di tutti i Paesi"

2 settembre 2009Parole chiave: ,
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Intervista del Corriere della Sera

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Ministro Ronchi, oggi il commissario europeo Barrot presenterà il piano della Commissione per il diritto d'asilo e l'immigrazione a cui l'italia tanto tiene, ma ieri il premier Berlusconi ha annunciato che se non saranno ridotti al silenzio i portavoce e i commissari Ue, l'Italia bloccherà I lavori del consiglio. C'è un certo nervosismo nel governo?
"E una polemica subito rientrata, ho visto che ci sono state dichiarazioni di reciproca soddisfazione da Palazzo Chigi e dalla Commissione"

Le parole restano e anche la veemenza con cui sono state dette.
"Non c'è polemica. Direi che quello di Berlusconi è stato un monito, sono state parole di stimolo, come ha detto anche Frattini, per cercare di spronare l'Europa".

Una specie di «vi faccio licenziare tutti» come monito non è granché.
"Ma non è un caso politico-diplomatico. Il cuore del problema è un altro: l'impotenza dell'Europa nel contrastare l'immigrazione illegale. Questi altri sono dettagli, concentriamoci sul tema".

Siete soddisfatti del piano Barrot?
"Dall'accoglienza che avrà il piano, si capirà quanti Paesi hanno realmente a cuore l'Europa, e quanti puntano soltanto all'ennesima figuraccia dell'Europa".

Pensa che possa andar meglio dello scorso consiglio UE?
"Finora l'Europa ci ha lasciati soli. Sull'immigrazione è molto indietro, tanto è vero che solo ora si rende conto che è un problema di tutti 27 Paesi. Nonostante Sarkozy avesse inserito il tema come priorità della presidenza francese, è stata assente e sorda".

La Commissione ha rivendicato un gran lavoro, ma i singoli Stati hanno risposto di no quando l'Italia ha chiesto un piano vincolante di ripartizione dei richiedenti asilo.
"Eppure i dati ci sono. Nel 2008 sono entrati illegalmente in Europa, lo dice il Frontex, 175mila persone, la maggor parte, il 41 per cento, in Italia. il governo italiano ha stanziato per i richiedenti asilo 29,4 milioni di euro per un anno, la Commissione 21 milioni per sei anni. E si aggiunga che il numero dei richiedenti asilo in quattro anni è triplicato".

Che cosa indica?
"Che non è possibile che l'Europa non sapesse. E dunque è colpevole perché ha glissato lasciando esplodere il problema. Per questo la riunione di Bruxelles sarà importante perché la Commissione prova a dar vita ad un'azione congiunta per spingere a maggiore solidarietà. È la linea mia e di Frattini, e va nel senso voluto da Sarkozy con il patto per l'immigrazione e l'asilo".

Ma intanto la Conunissione chiede all'Italia chiarimenti sui respingimenti...
"E una prassi normale, come ha detto il portavoce della Commissione. L'Italia fa il suo dovere, e lo fa da anni. Sposo in pieno quello che ha detto Fini l'altro giorno: chi arriva è in primis una persona e la nostra concezione religiosa, politica e culturale ci porta a dire che ci sono diritti della persona che non possono essere limitati. Per questo è molto importante trovare un sistema unitario più efficace per vedere chi può beneficiare del diritto d'asilo e chi no".

Sta dicendo che si potrebbero rivedere i respingimenti?
"Sto dicendo che in Europa ci sono Paesi molto egoisti, che non si sentono coinvolti da questo problema. Lo voglio denunciare con forza. E se l'Europa non troverà un'intesa ognuno farà un po' come vuole. La Spagna va per conto suo, la Germania blocca gli stranieri con il test di lingua, e via così. Noi siamo un Paese che ha dimostrato solidarietà e parla per noi il numero di accoglienze, di persone salvate in mare. Mi aspetto un atto di coraggio dagli altri Paesi, perché altrimenti la strada è segnata e l'Europa rischia di essere doppiamente colpevole".

Di che cosa?
"Facendo finta di niente alla fine si tenderà a usare tattiche e argomenti politici inaccettabili che possono dare il via all'intolleranza».

di Gianna Fregonara

 

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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