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"L'Europa si copre gli occhi. Contesta Guantanamo ma non condanna Teheran"

11 agosto 2009Parole chiave:
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INTERVISTA DEL MINISTRO ANDREA RONCHI A LA STAMPA
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«Critiche iraniane all'Unione Europea? Quando Teheran definisce illegali e sorprendenti le critiche europee ai processi contro i dissidenti non si riferisce all'Unione Europea, che non ha fatto niente in quanto tale. Pensa piuttosto a quei governi, fra i quali quello italiano, che hanno protestato in solitudine». Andrea Ronchi, responsabile delle Politiche comunitarie nel governo Berlusconi, giudica con severità l'atteggiamento dell'Ue nei confronti della crisi iraniana: «Se davanti alle continue violazioni dei diritti umani, alle uccisioni di oppositori e alle minacce di arresto dei leader dell'opposizione l'Europa non trova un'unità, mi domando che cosa ci stia a fare».

Forse ci sono interessi contrastanti, al suo interno.
«Le ricordo quel che ha detto Gianfranco Fini: non ci possono essere interessi economici che tengano di fronte alla violazione dei diritti umani. Il mondo si è giustamente rivoltato contro la Guantanamo americana: oggi che si scopre la Guantanamo iraniana, il carcere di Kahrizak, l'Europa sta perdendo un'altra grande occasione per far capire quanto sia importante in fatto di valori e contenuti. Il suo silenzio è colpevole».

Washington avverte Teheran che il tempo sta per scadere e che a settembre la porta per i negoziati si chiuderà, a meno di un improbabile cambio di rotta del regime iraniano. Concorda su nuove sanzioni?
«Su un tema del genere non ci possono essere risposte unilaterali da parte di un governo. Perché l'Occidente nel suo insieme si trova di fronte a una sfida globale contro le sue radici: penso al regime teocratico di Teheran ma anche ai massacri di cristiani in altre parti del mondo. E' un attacco a un sistema che ha alla base la libertà della persona e il rispetto della vita. La risposta deve essere globale e deve essere fatta partendo da una presa di coscienza comune: la condanna dei regimi che fanno della repressione dei diritti umani un'arma di pressione e di ricatto».

In concreto, l'Italia è favorevole a nuove sanzioni?
«Il ministro Frattini ha giustamente detto che l'Italia è favorevole a lasciare aperta una fessura, per non lasciare nessun alibi al regime iraniano. Ma è uno spiraglio che viene continuamente chiuso da un regime sordo. Dobbiamo aiutare i moderati e isolare gli estremisti: ma mentre illary Clinton indica una soluzione, discutibile e migliorabile forse, l'Europa tace. Dinostra un'altra volta la sua inesistenza e la sua insensibilità».

Perché?
«Perché si è voluto creare un'Europa burocratica, un'entità eurotecnica ed eurobancaria. Ma oggi c'è la necessità morale, prima ancora che politica, di prendere posizione. In settembre, quando gli europarlamentari italiani presenteranno una mozione perché si facciano forti pressioni su Teheran, porterò i dissidenti iraniani esuli in Italia a Bruxelles».

Emanuele Novazio

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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