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Ronchi: serve un'azione forte della UE

30 giugno 2009Parole chiave:
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Intervista del Ministro Ronchi al Messaggero

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Andrea Ronchi, ministro delle Politiche comunitarie, è fortemente deluso dall'Europa sulla vicenda iraniana. «E` la solita Ue che, mancando di unità politica, sulle grandi tematiche - come la violenza di Stato, i giornalisti cacciati, le gente in galera, i diritti int grado di violati prendere una decisione politica forte. Decisione che l'Italia chiede da settimane».

Perché l`Europa non si muove?
«E` come sull`immigrazione che ci ha lasciato soli, o sulla crisi snobbando le ricette italiane. L`Europa pensa all`unità economica dimenticando le radici della politica. Servono invece azioni forti, soprattutto in questo caso».

L`Occidente usa molta real politik con Teheran.
«Sono tutti preoccupati e schiarati da quella parte del mondo. Ci si preoccupa dell'Afghanistan. E infatti lì l'Italia ha preso nuovi impegni, mandato più soldati per favorire libere elezioni, lottare contro la droga... ma dobbiamo renderci conto che quello che manca è l'unità politica dell`Europa».

Che passi intendete intraprendere?
«Intanto ho scritto a tutti gli europarlamentari italiani chiedendo che alla prima riunione venga scritta una mozione di condanna dura, da parte del Parlamento Europeo, al governo iraniano. E di vicinanza ai cittadini iraniani che lottano per la libertà e la democrazia e hanno il coraggio di sfidare polizia, galera, rischiando la vita».

Nuove sanzioni?
Penso che le parole dette da Fini siano esemplari. Non si può, in nome degli si economici, voltare la faccia rispetto alla violazione dei diritti umani».

Dunque, che fare?
«E` necessario che la UE sviluppi un`azione politica che forte che faccia capire ad Ahmadinejad che è isolato dal mondo. Serve tra i governi europei un'unità di intenti fortissima: è in ballo la democrazia e il concetto stesso di libertà».

Al G8 dell'Aquila cosa si potrà fare?
«Servono parole forti che declinino il concetto di libertà. L'Europa ha il dovere di richiamare il rispetto dei principi, di agire, Siamo già in ritardo».

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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