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Un passo avanti per la sicurezza

25 febbraio 2009Parole chiave:
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In sede di discussione della legge Comunitaria 2009, oggi in Commissione Politiche Europee al Senato, il Ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, ha presentato un emendamento per rendere possibile che un cittadino immigrato di un altro Stato dell'Unione Europea, se condannato, sconti la pena detentiva nel suo paese d'origine.

L'emendamento, se accolto, consentirà l'adozione del decreto legislativo relativo all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle sentenze, senza dover attendere l'entrata in vigore della comunitaria 2009, che presumibilmente non avverrà prima dell'inizio del prossimo anno.

"I nuovi emendamenti – ha spiegato il ministro Ronchi - riguardano il conferimento di delega al Governo per l’attuazione sia della decisione GAI 2008/909 in materia di reciproco riconoscimento delle sentenze penali sia della direttiva 2008/115/CE in materia di procedure comuni di rimpatrio dei cittadini 'irregolari'. Ho ritenuto, infatti, opportuno, in accordo con il Governo, alla luce dei recenti, gravissimi, fatti di cronaca, anticipare l’attuazione della citata decisione quadro, già prevista dal disegno di legge comunitaria 2009 e della direttiva in materia di rimpatrio, al fine di dare immediata risposta all’esigenza di maggiore sicurezza dei cittadini italiani. In particolare, la decisione quadro consente a ciascuno Stato membro di far scontare nello Stato di cittadinanza del condannato la pena inflitta dalla propria autorità giudiziaria, prescindendo, nei casi più gravi, dal consenso del condannato. Il subemendamento riformula, al fine di una maggiore chiarezza, alcuni criteri di delega già contenuti nell’emendamento 20.0.21, presentato in precedenza dal Governo, relativo alla direttiva 2006/123/CE, la cosiddetta direttiva servizi".

"Naturalmente – ha continuato Ronchi - questa proposta andrà affiancata da una iniziativa negli altri Paesi, affinché anch’essi recepiscano con sollecitudine le disposizioni comunitarie. Mi riprometto, a tal fine, di recarmi, in accordo con il ministro Frattini, quanto prima in Romania ed eventualmente in altri paesi per condurre un’azione in tale senso".

Il Ministro ha poi affermato di essere preoccupato perché in Italia "tira una brutta aria" che va combattuta con strumenti certi come leggi dure, certezza della pena e condanne durissime e non certo con le ronde fai da te.

"Lo Stato non può abdicare il controllo del territorio e la sicurezza dei propri cittadini". Il Ministro ha anche confermato che, se l'iter sarà veloce, già da maggio prossimo sarà possibile far scontare la pena in patria ai detenuti condannati in via definitiva in Italia. Con questo emendamento infatti anticipato di tre anni la ricezione della direttiva comunitaria che permetteva ai detenuti stranieri condannati per gravi fatti di scontare la pena nel loro Paese solo a partire dal 2011.

Il voto in Commissione è previsto per martedì o mercoledì della prossima settimana.

Leggi l'intervista al ministro Ronchi (Il Giornale)

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