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Servizi, la mossa del Governo

23 gennaio 2009Parole chiave:
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da Il Sole 24 Ore

Il Governo spinge sulla liberalizzazione nei settori economici soggetti alla direttiva servizi che punta a una pi completa apertura della concorrenza nel mercato europeo Le linee guida del progetto di riforma, destinato a interessare l'artigianato e il commercio ma anche le professioni regolamentate (dalla consulenza fiscale alle agenzie immobiliari) e la grande distribuzione, portano la firma del ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi. Il colpo d'acceleratore è impresso in un emendaniento al di- segno di legge Comunitaria 2008 che sarà votato dalla prossima settimana in commissione al Senato. Le norme fissano i criteri di delega per il recepmiento della direttiva servizi 2006/123/Ce (ex «Bolkestein») destinata a entrare in vigore nella Ue entro il 28 dicembre. «La sua attuazione - spiega Ronchi - rappresenta una grande scommessa per la modernizzazione dell'italia». Governo, Regioni ed enti locali sono chiamati a collaboraie per stringere un patto che liberi cittadini e imprenditori da vmcoli, stratificati nel corso del tempo, che ingessano la libertà d'iniziativa. «Si tratta di avviare un percorso nuovo - prosegue Ronchi - che farà leva sulla semplificazione di tutti i procedmienti e sulla completa informatizzazione dell'iter per il rilascio di permessi e autorizzazioni». Gli obiettivi imposti da Bruxelles non lasciano spazio a indugi «Dal prossimo anno - puntualizza il capo di gabinetto delle Politiche europee, Mauirizio Fiorilli, responsabile della task force che coordina lo screening dei procedimenti da semplificare -, per fare un esempio, il barbiere di Clasgow dovrà potersi trasferire in Italia presentando una semplice dichiarazione di inizio attività online attraverso lo sportello unico e senza trovare ostacoli o appesantimenti dell'iter in contrasto con la direttiva. Lo stesso discorso deve valere per gli aitigiani italiani all'estero». Per evitare il rischio di una procedura di condanna e di pesanti sanzioni nei confronti di Stato o Regioni, la task force ha avviato il monitoraggio delle procedure. Tra quelle di competenza statale già soggette a verifica di compati bilità con le norme Ue compaiono, tra l'altro, il commercio di autoriparazione, l'installazione di impianti, le attività di spedizione, facchinaggio e pulizia, gli agenti e i mediatori commerciali e marittimi, i periti e gli esperti in generale e l'erogazione dei servizi di buoni pasto.  Da una prima analisi in ambito locale sono, invece, emerse forti disomogeneità tra i requisiti per poter iniziare una stessa attività nelle varie Regioni, come nel caso delle guide turistiche. Tutte barriere che violano la garanzia di libero accesso e di esercizio non discriminatorio dei servizi soggetti a libeiralizzazione secondo i principi stabiliti dalla direttiva e che dovranno essere elinimate entro sei mesi dall'entrata in vigore della riforma. Per la stessa ragione l'emendamento presentato dal Governo prevede, oltre alla puntuale indicazione di tutti i settori e le figure professionali soggette alla nuova disciplma, che la semplificazione dei vari procedimenti debba rispondere a criteri uniformi validi su tutto il territorio nazionale. E per impedire che l'inerzia delle Regioni esponga lo Staio a sanzioni, il Governo si riserva l'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla Costituzione per colmare eventuali vuoti nurmativi.

di Marco Gasparini

Dipartimento Politiche Europee

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