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Perché abbiamo bisogno di più Europa

12 aprile 2008
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Migliorata la posizione dell'Italia in Europa sia sul piano del "cattivo" recepimento della normativa europea sia nel settore delle frodi comunitarie.

L'operato del Ministro Bonino si è concentrato su tre priorità: contare di più in Europa, rafforzando il coordinamento delle posizioni italiane a Bruxelles; rimettere le carte in regola, soprattutto sul piano delle infrazioni al diritto comunitario e al recepimento delle direttive UE; innervare il più possibile con le innovazioni europee la legislazione, la società e l'economia del nostro paese.

Per la prima volta dopo molti anni l'Italia torna ad essere in linea con gli altri Paesi europei: ridotto il numero delle infrazioni. In poco più di un anno e mezzo il numero è passato da 275 a poco meno di 200.
 
Sempre in materia di infrazioni è stata aumentata l'efficienza della Pubblica Amministrazione, introdotta la trasparenza per i cittadini e migliorata la comunicazione realizzando il sistema  "EUR- infra" che non solo rappresenta una grande banca dati accessibile per tutti ma permette al grande pubblico di essere continuamente informato sulle infrazioni aperte contro l'Italia e permette anche alle Amministrazioni di  poter agire tempestivamente per far fronte agli adempimenti che la Commissione contesta.

Inoltre grazie all'introduzione della "bollinatura comunitaria", ogni Ministro prima di sottoporre un suo provvedimento all'approvazione del Governo, deve attraverso un'accurata analisi assicurarsi della compatibilità comunitaria delle norme in esso contenute.

Sul Fronte della lotta contro le frodi comunitarie, attraverso una ristrutturazione del Comitato antifrode e attraverso le azioni di coordinamento da questo deliberate nell'attuazione di una serie di iniziative che, grazie anche all'ottimo lavoro del Nucleo della Guardia di Finanza operante presso il Dipartimento delle Politiche Comunitarie, hanno consentito di chiudere quasi 600 casi aperti tra il 1995 e il 2005 per un recupero complessivo di circa 37 milioni di euro.

Il rapporto sulle politiche europee, denuncia però che la politica europea è stata troppo a lungo considerata una politica minore e che intaccare la cronica mancanza di disciplina, che l'appartenenza all'Europa imporrebbe, non è facile in un paese spesso ingessato dalle proprie procedure e consuetudini. 

"Il forte europeismo degli italiani - sostiene Emma Bonino - si è raramente tradotto in un'azione strutturata, capace di dare al paese un ruolo altrettanto forte nella costruzione quotidiana dell'UE. E' quello che abbiamo tentato di fare in questi venti mesi, perché non si può riformare l'Europa senza al tempo stesso riformare l'Italia. In questo senso, per l'Italia l'Europa rimane una sfida continua."

Per saperne di più:
Il Rapporto "Perchè abbiamo bisogno di più Europa" : versione html - versione in pdf [ .pdf - 595 Kbyte]

Dipartimento Politiche Europee

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