Donne, un piano per valorizzarle
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da la Repubblica
Caro direttore,
il World Economic Forum pubblica ogni anno The Global Gender Gap, documento che misura il divario tra la condizione femminile e quella maschile nel mondo. Siccome gli indicatori prescindono dal livello di sviluppo del paese, si ottengono posizionamenti bizzarri.
Il paese con l`indicatore di parità migliore per condizione sanitaria, per esempio, è quest`anno l`Angola, perché l`aspettativa di vita è di 35 anni per le donne e di 32 per i maschi, un divario del 10%, ma è chiaro che ciò non indica una buona condizione per le donne, casomai una pessima per entrambi i generi. E quindi il titolo "L`Italia viene dopo l`Angola" diventa un paradosso.
Invece, se si legge il rapporto confrontando i paesi che hanno un livello di sviluppo simile, cioè quelli con cui l`Italia compete, si scopre che come indice globale l`Italia precede solo il Giappone. Sullapartecipazione economica, stiamo ancora peggio perché il Giappone ci supera. Sulla partecipazione politica, Giappone e Russia ci salvano dall`ultimo posto. Perfino l`indice relativo a salute e longevità ci vede indietro nella classifica.
In sintesi: il divario della condizione femminile rispetto a quella maschile in Italia è il più sfavorevole alle donne rispetto ai paesi con i quali competiamo in termini di Pil. Il nostro è quindi un paese che ha un problema economico, prima ancora che etico,perché non usa metà del suo potenziale:le donne.
Spinta da questa consapevolezza, insieme ai colleghi di Governo interessati (Lavoro, Pari Opportunità, Famiglia) abbiamo presentato un programma specifico nella Nota Aggiuntiva al Piano Nazionale di Riforma "Donne, Occupazione e crescita", approvata dal Consiglio dei ministri il 23 ottobre. Nel documento si definisce il problema, si indicano misure concrete, si delinea una strategia su più fronti. Si rende necessario un deciso "cambio di passo" e soprattutto si individua la comunicazione come leva fondamentale per cambiare un contesto culturale ancora legato a stereotipi vecchi, di un paese che non è consapevole della discriminazione nelle carriere e che non si rende conto della perdita di sviluppo che ciò implica.
La notizia della Nota Aggiuntiva è naufragata tra i fatti di cronaca (delitti in larga misura perpetrati su donne) e tra le polemiche politiche del giorno. So che fa più notizia "L`Italia dopo l`Angola", ma credo sia importante informare la gente della terapia oltre che della diagnosi.
Chiedo anche a voi di aiutarci a realizzare il "cambio di passo", per aiutare il nostro paese a camminare su due gambe invece che su una sola.
di Emma Bonino










