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Via libera al Trattato UE

19 ottobre 2007
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È stato approvato questa notte il nuovo Trattato europeo. Il testo di 255 pagine che detta le regole per il funzionamento dell'UE allargata a  27 sarà firmato a Lisbona il prossimo dicembre, 50 anni dopo la firma del Trattato di Roma.

L'accordo raggiunto sblocca la fase di stallo successiva ai no di Francia e Olanda al referendum costituzionale e permette di superare la paralisi istituzionale. "l'Europa è uscita dalla crisi e ora è più forte" ha commentato soddisfatto il Premier portoghese e Presidente di turno Josè Socrates alla fine dei lavori.

Il via libera al nuovo testo è stato raggiunto dopo molte ore di negoziati che hanno permesso di raggiungere l’intesa con Italia e Polonia. Sul problema relativo alla redistribuzione dei seggi al Parlamento europeo, l'Italia è riuscita ad ottenere un deputato in più, 73 come la Gran Bretagna, mentre la Polonia ha raggiunto un compromesso per la 'clausola di loaninna' di cui Varsavia chiedeva l'inserimento nel Trattato UE.

La clausola che permette a una minoranza di Stati di rinviare per un certo periodo una decisione nel Consiglio UE su cui non sono d'accordo è stata inserita nel Protocollo che accompagna il Trattato. La clausola diventa così legislazione primaria, non secondaria.

Per il presidente Prodi la soluzione ottenuta dall'Italia sulla ripartizione dei seggi UE "è stata un  riconoscimento del lungo lavoro di collante che il nostro Paese ha svolto nell'Unione Europea".

Soddisfazione anche dal ministro Bonino che commenta: "l'accordo raggiunto questa notte sul Trattato europeo e sull'assegnazione dei seggi all'Italia, fa tornare i conti. Credo che in termini giuridici e di calcolo della popolazione questo vulnus sia stato sanato".

Per saperne di più:
- La CIG licenzia la bozza di Trattato
- Intervista a Mario Monti, ex Commissario UE
- L'accordo di giugno a Bruxelles
- Approfondimento sull'avvenire dell'Europa


Le nuove regole


DIRITTI: Diventano vincolanti i diritti dei cittadini della Carta fondamentale. Il Regno Unito e la Polonia hanno ottenuto la possibilità di non applicazione della Carta. Un milione di cittadini europei possono "invitare" la Commissione europea a proporre una iniziativa legislativa.

PRESIDENZA UE: Stop alla rotazione semestrale. Sarà eletto un Presidente del Consiglio scelto tra i 27 capi di Stato o di governo con un mandato di due anni e mezzo. Il Presidente UE rappresenterà l'Unione nelle sedi internazionali e preparerà i vertici. Il sistema di rotazione sarà invece mantenuto per i consigli dei ministri.

ESTERI: Dato che la politica estera resta prerogativa dei governi nazionali non compare mai la parola Ministro degli esteri Si chiamerà "Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza" e assumerà i ruoli che oggi sono coperti dall'Alto rappresentante per la politica comune estera e di sicurezza e dal Responsabile delle relazioni esterne della Commissione europea. Sarà anche vicepresidente della Commissione UE.

COMMISSIONE UE: Dal 2014 sarà ridotto il numero dei componenti. In futuro il numero dei membri dell'Esecutivo europeo sarà pari a due terzi degli Stati membri.

EUROPARLAMENTO: Sono previsti maggiori poteri di intervento per approvare la legislazione europea in particolare nelle aree di giustizia, sicurezza e immigrazione. Ridotto il numero dei membri da 785 a 750. I parlamenti nazionali avranno una voce in capitolo nel processo legislativo europeo: riceveranno le proposte di legge direttamente per valutare se una proposta di legge lede le proprie competenze. Se un terzo del parlamento nazionale dovesse riconoscere questa eventualità la proposta sarà rimandata a Bruxelles per una verifica della Commissione.

SISTEMA DI VOTO: Aumentano le aree in cui si prendono le decisioni a maggioranza e non più all'unanimità in particolare nelle aree di giustizia e affari di polizia. Regno Unito e Irlanda hanno il potere di applicare tali decisioni solo se vorranno. Il nuovo sistema di votazione prevede una doppia maggioranza qualificata corrispondente a un minimo del 55% di stati membri (oggi 15 su 27) che rappresentano almeno il 65% della popolazione. Ciò avverrà dal 2014 con un periodi di transizione fino al 2017.

POLITICHE COMUNI: La politica energetica e la politica ambientale volta a contrastare il riscaldamento globale sono i nuovi obiettivi comuni. Per la politica commerciale, la "concorrenza equa" è un principio che va rispettato per assicurare il funzionamento appropriato del mercato interno. Sulla sicurezza comune è prevista una clausola di 'solidarietà' in caso di attacchi terroristici o altri disastri (per esempio naturali).

USCITA DA UE: Viene prevista la possibilità per un paese di uscire dall'Unione Europea da negoziare con gli altri Paesi membri.

Dipartimento Politiche Europee

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