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Relazione annuale 2009

23 luglio 2010
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Relazione annuale 2009 - copertina

Il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, ha illustrato in Consiglio dei Ministri le linee principali della Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2009, successivamente trasmessa al Parlamento insieme al disegno di legge Comunitaria 2010.

 

Leggi la Relazione annuale 2009 [.pdf - 2,14 Mbyte]
Estratto dalla premessa del Ministro per le Politiche Europee

 

L'obiettivo della Relazione è quello di fornire un quadro sintetico ma esauriente della partecipazione del nostro Paese alle principali politiche dell'Unione Europea.

La Relazione è strutturata in tre parti: nella prima, si trattano le questioni istituzionali e strategiche dell'Unione, in particolare, l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la risposta alla crisi mondiale, i temi dell'energia e dell'ambiente; nella seconda parte, si dà conto della partecipazione dell'Italia al processo di integrazione europea e del recepimento del diritto dell'Unione nell'ordinamento, analizzandone i profili generali e quelli legati alle singole politiche; nella terza parte, si illustrano le politiche di coesione e l'andamento dei flussi finanziari verso l'Italia e la loro utilizzazione.

Dalla lettura della Relazione 2009 emergono fondamentalmente due aspetti: il completamento del processo di ratifica del Trattato di Lisbona, in vista della sua definitiva entrata in vigore, e la prosecuzione della azione di contenimento degli effetti della crisi finanziaria esplosa nella seconda metà del 2008.

Per quanto riguarda la ratifica del Trattato di Lisbona, dopo lo svolgimento delle elezioni del 6 giugno e il rinnovo del Parlamento europeo, gli ultimi scogli al varo definitivo del Trattato sono stati superati. Soprattutto è risultato determinante l'esito positivo del referendum irlandese. Il Trattato è entrato in vigore il 1 dicembre. Le principali novità introdotte consentono ora all'Unione Europea di avere un'architettura istituzionale più lineare, con metodi di lavoro più efficienti e procedure decisionali più trasparenti; di essere più democratica, sicura e garante dei diritti dei cittadini europei; di avere maggiore capacità di azione, essendo al contempo più attenta alle esigenze degli Stati membri e delle autonomie territoriali e con un ruolo più attivo sulla scena internazionale.

Per quanto riguarda la crisi finanziaria, il 2009 ha visto la crisi trasmettersi rapidamente all'economia reale, dando luogo alla recessione più grave degli ultimi 80 anni. A partire dalla seconda metà del 2009, grazie alle azioni di coordinamento intraprese sia a livello internazionale che europeo per arginare la crisi finanziaria, e agli interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese varati dai singoli Stati, si è cominciata a manifestare una ripresa dell'economia, seppur debole.

L'Unione Europea ha puntato a monitorare, per ciascun Paese, le politiche di graduale rientro dagli stimoli monetari e di bilancio, al fine d'instaurare le condizioni propizie al ritorno a una crescita forte accompagnata, però, da finanze pubbliche sostenibili (la cd. “exit strategy”). Nella direzione di un rafforzamento della governance si muovono anche le riflessioni, tuttora in corso, sulla necessità di rivedere gli obiettivi e gli strumenti delle principali politiche, da quella di coesione a quella agricola, da quella per l'energia alla nuova Strategia 2020 (che ha sostituito la precedente Strategia di Lisbona), passando attraverso la riforma del bilancio dell'Unione, in vista dell'aggiornamento di metà periodo previsto per il Quadro finanziario 2007-2013.

Per quanto riguarda l'Italia, il Governo si è costantemente impegnato svolgendo sia azioni utili ad agevolare la rapida chiusura del processo di ratifica del Trattato di Lisbona, sia interventi mirati a conseguire un più elevato grado di coordinamento delle politiche economiche, nella consapevolezza che la crescente complessità del mondo globale richiede risposte non isolate, bensì coordinate e coerenti.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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