Le Raccomandazioni 2009 per l'Italia
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull'aggiornamento nel 2009 degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità e sull'attuazione delle politiche per l'occupazione degli Stati membri
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ITALIA
1. Nel 2008 l’economia italiana ha subito una flessione stimata allo 0,6%. L’inflazione elevata, gli effetti negativi sulla ricchezza e la maggiore incertezza hanno frenato i consumi privati, mentre il calo della domanda e condizioni di finanziamento più rigorose hanno causato una diminuzione degli investimenti. Il deterioramento della competitività a livello di costi e l’indebolimento della domanda a livello globale hanno avuto ripercussioni anche sulle esportazioni. La Commissione stima che il PIL nel 2009 subirà un’ulteriore flessione del 2%. L’inflazione ha raggiunto il suo massimo nel terzo trimestre del 2008 e si prevede che diminuisca. Il disavanzo di bilancio è di nuovo in aumento, dopo che nel 2007 era sceso all’1,6% del PIL. Il debito lordo secondo le stime ha raggiunto il 105% del PIL nel 2008 e salirà ancora nel 2009 e 2010. La Commissione prevede un disavanzo delle partite correnti per il 2008 al di sopra del 2% del PIL, ma percentuali limitate nel 2009 e 2010.
2. Le stime indicano che l’andamento della crescita dell’occupazione, sebbene lievemente positivo nel 2008, diverrà negativo nel 2009. Con una crescita della forza lavoro più rapida rispetto alla crescita dell’occupazione, nel 2008 il tasso di disoccupazione ha registrato un aumento per la prima volta in dieci anni e si prevede che questa tendenza negativa continui nel 2009. I lavoratori poco qualificati e quelli con contratti atipici sono fra le categorie che più probabilmente risentiranno della crisi.
3. In risposta alla crisi finanziaria e come parte di una strategia coordinata a livello dell’UE, l’Italia ha adottato provvedimenti a sostegno del settore finanziario volti a stabilizzare il settore bancario, che dovrebbero inoltre contribuire a facilitare l’accesso ai finanziamenti e a sostenere così l’intera economia e la stabilità macroeconomica. A ciò si aggiungono le misure adottate dall'Italia in risposta alla crisi economica, volte a sostenere i consumi privati, in particolare per le famiglie a basso reddito, e gli investimenti.
4. La Commissione valuterà la conformità delle misure adottate dall’Italia per far fronte alla crisi economica con i principi stabiliti nel piano di ripresa approvato dal Consiglio europeo. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, la Commissione ed il Consiglio hanno valutato la compatibilità del programma di stabilità aggiornato con il patto di stabilità e crescita. Oltre all'attuazione rapida delle misure raccomandate al punto 7, occorre incoraggiare la transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2 e rafforzare il potenziale di crescita a lungo
termine.
5. L'Italia ha proseguito l’applicazione del suo programma nazionale di riforma. I progressi più evidenti hanno riguardato l'aggiustamento fiscale. Sono state introdotte alcune misure per migliorare il contesto imprenditoriale, in particolare mediante l'abrogazione di una serie di leggi ridondanti e migliorando l'efficienza della pubblica amministrazione. È stato fissato l'obiettivo di ridurre del 25% gli oneri amministrativi per le imprese entro il 2012 e si sta completando un progetto volto a misurare tali oneri. Sono stati compiuti i primi passi verso un’impostazione basata sulla "flessicurezza": resta da vedere quale sarà l’effetto delle nuove misure nei settori dell’istruzione e della ricerca. Occorrono provvedimenti supplementari per migliorare ulteriormente la concorrenza.
6. La debole crescita della produttività e un livello di debito pubblico costantemente superiore al PIL hanno frenato l’economia italiana per molti anni, anche se l'indebitamento delle famiglie e del settore delle imprese è relativamente basso. Il debito pubblico pesa sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. Le politiche fondamentali necessarie per affrontare il problema della produttività comportano riforme strutturali profonde, fra cui il rafforzamento del quadro della concorrenza, la semplificazione del contesto imprenditoriale mediante lo snellimento della burocrazia a tutti i livelli di governo, il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro e la promozione della R&S. La formazione del capitale umano richiede una maggiore attenzione e il potenziale di manodopera inutilizzato dovrebbe essere valorizzato meglio, soprattutto al sud. Un altro aspetto importante per recuperare competitività è assicurare un maggiore allineamento tra l’andamento dei salari e quello della produttività, mediante un’ulteriore decentramento del meccanismo di determinazione dei salari. Sulla base delle riforme di bilancio introdotte nel luglio 2008, è importante assicurare la costante sostenibilità delle finanze pubbliche a medio termine onde creare condizioni più favorevoli per gli investimenti e lasciare margine per aumentare la spesa destinata al capitale umano e alle infrastrutture. L’attuazione del pacchetto sull'energia e sul cambiamento climatico, approvato dal Consiglio europeo, richiederà particolare attenzione.
7. Basandosi sulla valutazione della Commissione relativa ai progressi registrati, il Consiglio raccomanda all'Italia di proseguire l’attuazione delle riforme strutturali. In particolare, si raccomanda all'Italia di:
- perseguire il risanamento delle finanze pubbliche a medio termine al fine di migliorarne la sostenibilità, riducendo in particolare l'aumento della spesa primaria corrente e migliorando nel contempo l'efficienza della spesa, ed elaborare il quadro del futuro federalismo fiscale per sostenere questo obiettivo;
- proseguire e, ove possibile, intensificare gli sforzi per introdurre ed attuare riforme generali volte a rafforzare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi, semplificare la legislazione e ridurre gli oneri amministrativi a tutti i livelli di governo, nonché riformare la pubblica amministrazione migliorandone in tal modo la produttività;
- secondo un'impostazione basata sulla "flessicurezza" e con l'obiettivo di ridurre le disparità regionali, assicurare la gestione efficiente dei servizi di collocamento, promuovere l'apprendimento permanente, continuare ad assegnare la spesa sociale, entro i limiti delle finanze pubbliche, così da realizzare gradualmente un sistema globale di indennità di disoccupazione, nonché affrontare ulteriormente il problema del lavoro non dichiarato; migliorare l'efficienza, i risultati e gli standard del sistema scolastico.















