Cittadinanza europea
La cittadinanza europea è stata introdotta con il Trattato sull'Unione Europea (TUE) firmato a Maastricht nel 1992. La cittadinanza dell'Unione è subordinata al possesso della cittadinanza di uno degli Stati membri. Ogni persona avente la cittadinanza di uno Stato membro viene considerata come cittadino dell'Unione. Oltre ai diritti e ai doveri stabiliti dal trattato che istituisce la Comunità europea (TCE), la cittadinanza dell'Unione riconosce quattro diritti specifici:
- la libertà di circolazione e di soggiorno su tutto il territorio dell'Unione;
- il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni municipali e del Parlamento europeo nello Stato di residenza;
- la protezione diplomatica e consolare delle autorità di ogni Stato membro allorquando lo Stato di cui l'individuo è cittadino non è rappresentato in uno Stato terzo (articolo 20 TCE);
- il diritto di petizione e di ricorso al mediatore europeo.
Con l'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam (1999), lo status di cittadino europeo conferisce i seguenti diritti:
- il diritto di rivolgersi alle istituzioni europee in una delle lingue ufficiali e di ricevere una risposta nella stessa lingua;
- il diritto di accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, in presenza di determinate condizioni (articolo 255 TCE) ;
- il diritto alla non discriminazione fra cittadini dell'Unione basata sulla cittadinanza (articolo 12 TCE) e il diritto di non discriminazione per motivi riguardanti genere, razza, religione, disabilità, età o orientamento sessuale;
- la parità di condizioni ai fini dell'accesso alla funzione pubblica comunitaria.
La cittadinanza dell'Unione non sostituisce bensì va ad aggiungersi alle cittadinanze nazionali. Tale complementarietà rende più tangibile il sentimento di appartenenza del cittadino all'Unione.
Per saperne di più:
La cittadinanza dell'Unione [.pdf - 139 Kbyte]
La carta dei dirtti fondamentali dell'Unione [.pdf -136 Kbyte]



