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Relazione annuale 2008

24 luglio 2009
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La Relazione annuale 2008 è stata presentata in Consiglio dei Ministri il 20 aprile 2009. E' stata successivamente trasmessa al Parlamento insieme al disegno di legge Comunitaria 2009.

Leggi la Relazione annuale 2008 [.pdf - 1,74 Mbyte]

 

estratto dalla "Premessa: l'Unione Europea e l'Italia" di Andrea Ronchi

Il 2008 è stato segnato da una serie di eventi che hanno inciso profondamente sul processo di integrazione europea. Innanzitutto, sul piano dell’economia internazionale, l’anno appena trascorso sarà ricordato per l’esplosione, nel primo semestre, del prezzo del petrolio, che in luglio ha toccato il picco storico di 140 dollari a barile, e, nel secondo semestre, di una delle più gravi crisi finanziarie della storia recente.

Entrambi gli eventi, per la loro eccezionalità, hanno condizionato le politiche dell’Unione europea, imprimendo una forte accelerazione, da un lato, alle iniziative già avviate nel campo energetico-ambientale, dall’altro, al rafforzamento della governance in campo economico-finanziario.

Mentre, quindi, si è proceduto al varo di un insieme di provvedimenti in materia di clima ed energia volto a conseguire ambiziosi obiettivi entro il 2020, gli shock esterni sono stati affrontati con un grande sforzo di coordinamento, attuato anche in forme inusuali, pur nell’ambito delle regole vigenti: quelle che governano il funzionamento delle politiche di bilancio, mirate alla stabilità e, al contempo, attente alle esigenze di flessibilità richieste dalla crisi economica; quelle che guidano la politica della BCE, volta ad assicurare l’ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio termine, favorendo, così, la crescita sostenibile e l’occupazione e contribuendo alla stabilità finanziaria. L’euro, poi, ha svolto una importante funzione di protezione, in particolare per i paesi più a rischio.

Nella direzione di un migliore grado di coordinamento delle politiche, si muovono le riflessioni in corso sulla necessità di rivedere gli obiettivi e gli strumenti delle principali politiche, da quella di coesione a quella agricola, da quella per l’energia a quella riconducibile alla Strategia di Lisbona, passando attraverso la riforma del bilancio dell’Unione, in vista dell’aggiornamento di metà periodo previsto per il Quadro finanziario 2007-2013.

In secondo luogo, sul piano più strettamente istituzionale, il 2008 ha registrato, a causa del risultato negativo del referendum nella Repubblica d’Irlanda, una battuta d’arresto nel processo di ratifica del nuovo Trattato di modifica dei Trattati istitutivi dell’Unione Europea e della Comunità europea, firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007. L’ostacolo, tuttavia, sembra essere ora in via di superamento, dimostrando la volontà comune di tutti gli Stati membri di andare comunque avanti nel processo di integrazione.

Per quanto riguarda l’Italia, la consapevolezza dell’importanza dell’Europa e delle politiche europee è cresciuta nel corso degli ultimi anni. Gli avvenimenti recenti legati alla crisi finanziaria hanno sicuramente dimostrato che è molto più efficace affrontare problemi così gravi tutti insieme che a livello di singolo Stato, specialmente se, come nel caso del nostro Paese, si devono fare i conti con un elevato livello di debito pubblico.

In questo quadro, si colloca la Relazione annuale sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2008, prevista dalla legge 11/2005 al fine di garantire modalità più efficaci per la partecipazione dell’Italia al processo decisionale europeo e per la fase di recepimento normativo.

La Relazione, mettendo a confronto gli interventi programmatici del Governo sui temi europei con i risultati ottenuti, costituisce una importante occasione di riflessione sia sull’incisività della politica italiana in sede europea, sia sull’attuazione della politica europea in Italia.

Una riflessione, quindi, che può aiutare ad orientare l’agenda del governo anche per l’anno in corso, oltre che rappresentare un punto di riferimento importante in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo.

Non può, infatti, sfuggire che alcuni dei più importanti risultati conseguiti dall’Unione Europea nel corso del 2008, primo fra tutti l’accordo raggiunto sulla questione “energia-clima”, hanno visto l’Italia fra i principali attori. Né può sfuggire che, nella fase di recepimento della normativa europea, l’Italia ha conseguito nuovi successi nella sua azione di consolidamento e miglioramento della propria posizione al riguardo tra gli Stati membri.

C'è ancora molto da fare ma i risultati confermano l'impegno del nostro Paese in ambito europeo.

Andrea Ronchi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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