Altri casi
Riconoscimento del documento di identità fra Stati membri UE
Una cittadina spagnola voleva aprire un libretto di risparmio presso le Poste: dopo aver compilato i moduli necessari, ha atteso una risposta per due mesi.
Ritornando presso l’ufficio ha ricevetu la notizia che la carta di identità spagnola presentata non era stata considerata come documento valido, ma occorreva presentare un passaporto. A seguito dell’intervento del Centro SOLVIT in Italia, l’Ufficio centrale della Poste ha confermato che la carta di identità di uno Stato membro UE è un documento valido ed ha diramato una comunicazione a tutti gli uffici.
Il caso è stato risolto con successo in 7 settimane.
Spese sanitarie in Italia per pensionato olandese
Un cittadino olandese residente in Italia godeva di due pensioni: una era pagata dall’Olanda, l’altra dall’INPS in Italia. L’autorità olandese ha richiesto all’interessato l’invio del modello E121, debitamente compilato da un’ASL locale con la dichiarazione che le spese sanitarie sostenute dall’interessato in Italia erano a carico del servizio sanitario italiano. In questo modo, non sarebbero state più effettuate le trattenute sulla prima pensione, la quale sarebbe risultata essere più cospicua. La ASL, tuttavia, aveva compilato in modo errato il modello E121 e non intendeva rettificarlo. Su richiesta del SOLVIT italiano, il Ministero della Salute ha verificato l’esistenza dell’errore ed ha contattato la ASL per la compilazione del nuovo modello.
Il caso è stato risolto con successo in 12 settimane.
Permessi di soggiorno per cittadini extra UE all’interno di diversi Stati membri
Un cittadino dell’Ecuador in Italia gode del permesso di soggiorno di lungo periodo, rilasciato dalla questura di Milano. Nel momento in cui si è trasferito in Germania, le autorità tedesche hanno richiesto che sulla carta di permesso comparisse la dicitura di "soggiornante di lungo periodo". La questura di Milano, tuttavia, aveva solamente indicato la data del primo permesso concesso: il cittadino dell’Ecuador si è recato diverse volte negli uffici competenti, senza riuscire a risolvere il problema. Con l’intervento del centro SOLVIT in Italia, la questura ha rilasciato al cittadino una dichiarazione di soggiorno di lungo periodo come richiesto dalla Germania.
Il caso è stato risolto con successo in 6 giorni.
Bevanda italiana commercializzata in Spagna
L’autorità regionale spagnola di Aragona aveva bloccato sul proprio territorio la circolazione di una bevanda prodotta in Italia e distribuita in tutto il mondo. Era stata negata l’autorizzazione sanitaria alla società importatrice, impedendo in questo modo la commercializzazione del prodotto. Ciò è stato percepito come un limite alla circolazione dei beni sul territorio dell’UE.
Dopo l’intervento del centro SOLVIT, è stata ottenuta l’autorizzazione da parte delle autorità sanitarie spagnole competenti e la bevanda è stata commercializzata.
Il caso è stato risolto con successo in 9 settimane.
Ragazza residente in Lussemburgo ottiene la patente in Italia
Una ragazza italiana, residente in Lussemburgo ed iscritta all’AIRE (Anagrafe degli italiani all’estero) , decide di compiere gli studi universitari a Siena e di prendere la patente in Italia.
Tuttavia, la Motorizzazione civile di Siena non le permette di conseguire il documento di guida per la nuova normativa sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
Dopo essersi rivolta al centro SOLVIT, il Ministero dei Trasporti ha emanato una circolare che ne specifica una precedente, precisando che la nuova normativa non si applica all’interessata in quanto cittadina italiana ed eliminando quindi l’impedimento.
Il caso è stato risolto con successo in 7 settimane.
Donna tedesca risolve il problema della doppia tassazione sulla pensione
Una cittadina tedesca, residente in Germania e vedova di un cittadino italiano, percepisce la pensione da un ente italiano. Purtroppo la sua pensione è assoggettata ad una doppia imposizione fiscale, sia in Germania che in Italia. La donna cerca ripetutamente di sospendere la tassazione da parte dell’Italia, rivolgendosi all’ente previdenziale sia direttamente che tramite Consolato, senza mai ottenere una risposta al suo problema.
Attraverso la cooperazione e la collaborazione dei centri SOLVIT in Germania e in Italia, è stato possibile produrre tutta la documentazione necessaria per risolvere il problema ed eliminare la doppia tassazione.
Il caso è stato risolto con successo in 24 settimane.
Turista in vacanza ad Ibiza ottiene il rimborso delle spese ospedaliere
Un ragazzo italiano in vacanza ad Ibiza nell'estate del 2006 ha avuto un grave incidente motociclistico ed è stato operato d’urgenza presso l’unica clinica dell’isola dotata di un reparto di neurochirurgia. La sua tessera europea di assicurazione sanitaria è stata consegnata all’ufficio amministrativo della clinica lo stesso giorno dell’operazione. Dopo un ricovero di tre settimane, il paziente è stato trasferito in un ospedale in Italia con un aereo medicalizzato.
Anticipata una prima somma di denaro due giorni dopo il ricovero, i genitori del ragazzo hanno dovuto versare alla clinica – a distanza di una settimana – 12mila euro. Al padre del ragazzo inoltre è stata sottoposta una “dichiarazione di accettazione dei costi” pari a 45mila euro, che l'uomo ha firmato con riserva (altrimenti non sarebbe stato autorizzato il trasferimento del paziente in Italia). A sua giustificazione, la clinica sostiene di non poter accettare la tessera europea perché il ragazzo era in possesso anche di un’assicurazione privata (stipulata per il viaggio e comunque con un massimale molto esiguo di 7.500 euro) e pertanto lo considera cliente privato.
I genitori del ragazzo hanno accertato presso gli uffici competenti che la clinica risulta effettivamente convenzionata con la sanità pubblica spagnola ed hanno quindi richiesto al centro SOLVIT di Madrid – in quanto cittadini europei - l’applicazione del principio di divieto di discriminazione di cui all’art. 12 del Trattato e il rimborso delle spese sostenute.
Anche se non si tratta di un caso di scorretta applicazione del diritto comunitario da parte dell’amministrazione spagnola poiché la clinica in questione è una struttura privata, il centro SOLVIT ha sollecitato l’intervento del punto di contatto e del responsabile della Previdenza sociale nelle Isole Baleari. Grazie alla loro collaborazione, è stato possibile per il cittadino italiano ottenere il rimborso delle spese sanitarie sostenute nel corso della sfortunata vacanza ad Ibiza.
Il caso è stato risolto con successo in sette settimane.
Il Regno Unito riconosce un diploma italiano in meno di un mese
Una cittadina italiana, tecnico specializzato in fisiopatologia cardio-circolatoria e perfusione vascolare, ha presentato domanda di lavoro presso un ospedale londinese. In Italia l’accesso a tale professione è riservato a chi possiede un diploma di livello universitario, rilasciato al termine di un corso triennale di specializzazione, mentre nel Regno Unito è indispensabile superare un esame di accesso per la registrazione presso un ente specifico.
Poiché nel Regno Unito il diploma italiano non è riconosciuto sufficiente a dimostrare la necessaria competenza nel campo, alla cittadina italiana è stato richiesto di superare un esame, del quale però non sono previste sessioni prima di un anno, cioè troppo tardi per poter l’opportunità di lavoro in questione.
L’intervento del SOLVIT, al quale la cittadina si è rivolta, ha indotto le autorità britanniche a riconoscere il diploma in suo possesso un titolo sufficiente a dimostrare la sua competenza professionale. Le hanno quindi comunicato che avrebbe potuto concorrere per il posto di lavoro che le interessava senza doversi iscrivere preventivamente ad alcun registro britannico.
Il caso è stato risolto con successo in tre settimane.
Imprenditore autorizzato a commerciare legname in Slovenia
Un imprenditore italiano aveva richiesto un permesso di soggiorno in Slovenia, dove aveva intenzione di costituire una società per il commercio di legnami. A distanza di tre mesi non aveva ancora ricevuto risposta dalle autorità slovene, né era riuscito a sbloccare la situazione recandosi preso gli uffici competenti, dal momento che il personale in servizio non era in grado di comprendere la lingua italiana.
L’intervento del SOLVIT, sollecitato dal cittadino italiano, ha permesso di appurare che, a causa delle barriere linguistiche, l’imprenditore non aveva presentato la documentazione completa necessaria all’iscrizione della nuova società nei registri sloveni. Infatti, trasmessi i certificati mancanti (status di lavoratore autonomo, possesso di assicurazione sanitaria), le autorità locali hanno rilasciato all’imprenditore il permesso di soggiorno richiesto.
Il caso è stato risolto con successo in due settimane.









