Nuovo ciclo della Strategia (2008 - 2010)
(estratto dalle Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles, 13 e 14 marzo 2008)
AVVIO DEL NUOVO CICLO DELLA STRATEGIA DI LISBONA RINNOVATA PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE (2008-2010)
- Investire nella conoscenza e nell'innovazione
- Liberare il potenziale delle imprese, in particolare le PMI
- Investire nelle persone e modernizzare i mercati del lavoro
In seguito alla relazione strategica della Commissione e alla luce dei lavori svolti nelle pertinenti formazioni del Consiglio, il Consiglio europeo avvia il secondo ciclo triennale della strategia:
- confermando che gli attuali orientamenti integrati (indirizzi di massima per le politiche economiche e orientamenti in materia di occupazione) rimangono validi e dovrebbero essere utilizzati per il 2008-2010. Il Consiglio (ECOFIN e EPSCO) è invitato ad adottare formalmente gli orientamenti integrati conformemente al trattato;
- approvando le raccomandazioni per paese relative alle politiche economiche e dell'occupazione degli Stati membri e della zona euro, elaborate dal Consiglio sulla base delle proposte della Commissione. Il Consiglio è invitato ad adottarle formalmente. Gli Stati membri dovrebbero indicare, nei relativi programmi nazionali di riforma e nei successivi rapporti annuali sullo stato di attuazione, iniziative particolareggiate e concrete riguardanti le rispettive risposte politiche agli orientamenti integrati, alle raccomandazioni e ai punti da sorvegliare per i singoli paesi. La Commissione è invitata a proseguire la collaborazione con gli Stati membri per sviluppare ulteriormente una metodologia chiara e trasparente di monitoraggio e valutazione delle riforme di Lisbona;
- tenendo conto delle priorità individuate dal Consiglio e delle iniziative concrete riportate qui di seguito, invitando la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio, nelle rispettive sfere di competenza, a proseguire i lavori sui 10 obiettivi del programma comunitario di Lisbona che prevede un programma di riforma strategico per la parte spettante alla Comunità della strategia di Lisbona rinnovata; i progressi dovrebbero essere valutati annualmente.
Il nuovo ciclo sarà imperniato sull'attuazione. Pertanto, il Consiglio europeo:
- riconferma i quattro settori prioritari approvati nella riunione della primavera del 2006 quali pietra angolare della strategia di Lisbona rinnovata ed esorta nel contempo a sfruttare maggiormente le sinergie tra tali settori;
- invita la Commissione e gli Stati membri, nel contesto della sorveglianza multilaterale, ad intensificare lo scambio di migliori pratiche, in particolare avvalendosi pienamente degli attuali metodi di coordinamento aperto; particolare importanza riveste un coordinamento efficiente all'interno della zona euro;
- invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il coinvolgimento delle pertinenti parti interessate nel processo di Lisbona;
- riconosce il ruolo del livello locale e regionale nel creare crescita e occupazione; una maggiore "appropriazione" del programma per la crescita e l'occupazione a tutti i livelli di governo porterà ad una definizione delle politiche più coerente ed effettiva;
- sottolinea che anche la coesione economica, sociale e territoriale contribuisce alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona rinnovata e accoglie con favore i progressi compiuti nell'orientamento dei fondi di coesione verso i programmi nazionali di riforma e l'attuazione degli orientamenti integrati. Ora che la fase di programmazione si è conclusa, il Consiglio europeo esorta gli Stati membri a garantire che le spese rispecchino gli impegni relativi ai fondi riservati;
- mette in rilievo l'importanza della stabilità macroeconomica nell'affrontare le sfide a più lungo termine. Il quadro finanziario dell'UE, definito nel Patto di stabilità e crescita riveduto, offre gli strumenti adeguati al riguardo. Il miglioramento della situazione complessiva di bilancio nell'UE lascia i necessari margini di manovra per consentire agli stabilizzatori automatici di agire, se dovessero palesarsi rischi di evoluzione negativa. I paesi che hanno raggiunto gli obiettivi a medio termine dovrebbero mantenere la loro posizione strutturale e tutti i paesi che ancora non li hanno raggiunti dovrebbero accelerare il ritmo della riduzione del disavanzo e del debito, in linea con i pareri del Consiglio sui programmi di stabilità e di convergenza, destinando a questo obiettivo possibili entrate superiori a quelle preventivate. Si dovrebbe migliorare la qualità delle finanze pubbliche aumentando l'efficienza e l'efficacia della spesa e delle entrate pubbliche, anche mediante sforzi costanti di lotta alla frode fiscale transnazionale, ammodernando la pubblica amministrazione e favorendo misure di finanza pubblica che promuovano la produttività, l'occupazione e l'innovazione;
- riconferma l'importanza della dimensione sociale dell'UE quale parte integrante della strategia di Lisbona e, in particolare, sottolinea l'esigenza di integrare ulteriormente le politiche economica, occupazionale e sociale;
- approva le iniziative concrete riportate qui di seguito. A questo proposito, il Consiglio europeo accoglie i messaggi chiave trasmessi dal Consiglio nelle sue formazioni ECOFIN, "Competitività", "Occupazione e politica sociale", "Ambiente", "Istruzione e gioventù", nonché le conclusioni del Consiglio sul riesame del mercato unico.
Il Consiglio europeo sottolinea inoltre la necessità, dopo il 2010, di un continuo impegno a livello dell'UE a favore delle riforme strutturali, dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale al fine di consolidare i progressi conseguiti nell'ambito della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione. Il Consiglio europeo invita pertanto la Commissione, il Consiglio e i coordinatori nazionali per la strategia di Lisbona ad avviare la riflessione sul futuro della strategia di Lisbona per il dopo 2010.
Investire nella conoscenza e nell'innovazione
Un fattore fondamentale per la crescita futura è il pieno sviluppo del potenziale d'innovazione e di creatività dei cittadini europei basato sulla cultura europea e l'eccellenza in campo scientifico. Le iniziative congiunte intraprese dal rilancio della strategia di Lisbona nel 2005 hanno portato al conseguimento di risultati significativi nei settori della ricerca, della conoscenza e dell'innovazione. L'attuazione dell'ampia strategia dell'innovazione è essenziale per realizzare le ambizioni dell'UE al riguardo. Tutte le priorità della strategia devono essere portate avanti rapidamente. Nel contempo, sono necessari ulteriori sforzi, incluso nel settore privato, per potenziare e rendere più efficaci gli investimenti nella ricerca, nella creatività, nell'innovazione e nell'istruzione superiore e conseguire l'obiettivo del 3% degli investimenti
nel settore ricerca e sviluppo. Il Consiglio europeo evidenzia qui di seguito le azioni in merito alle quali si esortano gli Stati membri e la Comunità a progredire rapidamente:
- gli Stati membri sono invitati a indicare nei loro programmi nazionali di riforma il modo in cui saranno conseguiti progressi nel raggiungimento degli obiettivi nazionali di investimento in materia di ricerca e sviluppo e il modo in cui le loro strategie di ricerca e sviluppo contribuiranno alla realizzazione e ad una migliore governance dello spazio
europeo della ricerca; - è necessario ed urgente attuare o promuovere ulteriormente progetti chiave, quali GALILEO, l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (IET), il Consiglio europeo della ricerca, il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi e le iniziative tecnologiche congiunte; dovrebbero essere adottate al più presto decisioni relative alle iniziative basate sull'articolo 169 e ad altre iniziative di ricerca;
- è necessario potenziare sensibilmente l'infrastruttura scientifica in rete e l'impiego di Internet ad alta velocità. Gli Stati membri dovrebbero mirare a rendere Internet ad alta velocità accessibile a tutte le scuole entro il 2010 e a fissare obiettivi nazionali ambiziosi per l'accesso delle famiglie, nel quadro dei rispettivi programmi nazionali di riforma;
- è necessario promuovere un mercato europeo dei capitali di rischio per le imprese più innovative; al riguardo il Fondo europeo per gli investimenti è chiamato a svolgere un ruolo centrale nel finanziamento delle PMI innovative;
- occorre coordinare meglio gli sforzi volti a migliorare le condizioni quadro dell'innovazione, incluso attraverso il rafforzamento dei collegamenti tra scienza e industria e poli di innovazione di livello mondiale e lo sviluppo di poli e reti regionali;
- particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ad ulteriori iniziative per la programmazione congiunta della ricerca, a strategie di cooperazione internazionale nel settore S&T reciprocamente complementari e al rafforzamento delle infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo;
- si dovrebbe consentire alle università di sviluppare partenariati con il mondo imprenditoriale in modo da poter beneficiare di finanziamenti complementari privati.
Per diventare un'economia veramente moderna e competitiva e prendendo le mosse dai lavori svolti sul futuro della scienza e della tecnologia e sulla modernizzazione delle università, gli Stati membri e l'UE devono rimuovere le barriere alla libera circolazione delle conoscenze, creando una "quinta libertà" fondata su quanto segue:
- il potenziamento della mobilità transfrontaliera dei ricercatori, come pure di studenti, scienziati e docenti universitari,
- un mercato del lavoro più aperto e competitivo per i ricercatori europei, che offra migliori strutture di carriera, trasparenza e condizioni favorevoli alla famiglia,
- l'ulteriore attuazione delle riforme dell'istruzione superiore,
- l'agevolazione e la promozione dell'uso ottimale della proprietà intellettuale originata in organismi di ricerca pubblici al fine di potenziare il trasferimento delle conoscenze all'industria, in particolare attraverso una "Carta sulla PI" da adottare entro la fine dell'anno,
- la promozione dell'accesso aperto alla conoscenza e dell'innovazione aperta,
- la promozione dell'eccellenza scientifica,
- il lancio di una nuova generazione di infrastrutture di ricerca di livello mondiale,
- la promozione del reciproco riconoscimento delle qualifiche.
Liberare il potenziale delle imprese, in particolare le PMI
Le decisioni adottate dal rinnovo della strategia di Lisbona hanno cominciato a migliorare le condizioni per gli operatori del mercato. È diventato più facile creare un'impresa in quanto tutti gli Stati membri hanno istituito sportelli unici o meccanismi analoghi che agevolano la registrazione e riducono le formalità amministrative. Il Consiglio europeo si compiace dei progressi realizzati nel 2007 riguardo al miglioramento della regolamentazione e ritiene che siano necessari ulteriori sforzi per apportare miglioramenti decisivi alla competitività delle imprese dell'UE, in particolare delle PMI. Il miglioramento della regolamentazione dovrebbe essere considerato altamente prioritario da ogni formazione del Consiglio nelle proprie attività normative. Per assicurare che l'iniziativa sul miglioramento della regolamentazione apporti autentici e notevoli benefici economici:
- si dovrebbero intensificare gli sforzi volti a ridurre del 25%, entro il 2012, gli oneri amministrativi derivanti dalla normativa UE, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2007; si accoglie con favore la nomina di un gruppo consultivo di soggetti interessati indipendenti nell'ambito del programma d'azione; i progressi realizzati saranno valutati nella riunione di primavera del 2009 alla luce della valutazione strategica del miglioramento della regolamentazione che sarà effettuata dalla Commissione;
- si dovrebbero adottare celermente le proposte legislative rapide ancora in sospeso e individuarne di nuove e inoltre la Commissione dovrebbe continuare a presentare proposte di riduzione degli oneri amministrativi su base permanente; dovrebbe essere proseguita l'attuazione del programma modulato in materia di semplificazione;
- si dovrebbe fare di più per sviluppare la capacità delle istituzioni dell'UE in materia di valutazione di impatto, in linea con il pertinente messaggio chiave del Consiglio "Competitività".
Il mercato unico rimane un motore essenziale per aumentare il tenore di vita dei cittadini europei e la competitività dell'Europa nell'economia globalizzata. Per migliorare ulteriormente il funzionamento del mercato unico e consentire così alle imprese, specie le PMI, e ai consumatori di sfruttarne appieno il potenziale è necessario portare avanti, come priorità
immediate, le seguenti misure e azioni:
- assicurare annualmente un seguito effettivo al riesame del mercato unico realizzato dalla Commissione, con particolare attenzione alle azioni necessarie per rilanciare la crescita e l'occupazione, eliminando gli ostacoli rimanenti alle quattro libertà del trattato, ivi compreso, ove opportuno, attraverso l'armonizzazione e il reciproco riconoscimento. In tale contesto, andrebbero monitorati gli sviluppi del mercato al fine di orientare prioritariamente le azioni verso i mercati in cui esistono reali e significativi ostacoli al loro funzionamento e alla concorrenza. Occorre inoltre prestare la dovuta
attenzione alla dimensione sociale e ai servizi di interesse generale; - potenziare gli sforzi per rafforzare la concorrenza nel settore delle imprese erogatrici di servizi di rete (energia, comunicazioni elettroniche) e adottare adeguati quadri normativi; al riguardo devono essere proseguiti e sveltiti i lavori sulle interconnessioni;
- assicurare un recepimento e un'attuazione completi, coerenti e tempestivi della direttiva sui servizi, che costituisce un passo importante verso la creazione di un vero mercato unico dei servizi. Al riguardo è fondamentale migliorare il funzionamento del "mercato unico elettronico" introducendo soluzioni interoperabili transfrontaliere per la firma e l'autenticazione elettroniche.
Le piccole e medie imprese (PMI) sono la spina dorsale dell'economia europea e possiedono il potenziale per contribuire in modo significativo alla creazione di maggior crescita e occupazione nell'Unione europea. Per rafforzare la politica dell'Unione con riguardo alle PMI e consentire a queste ultime di operare in modo più efficace nel mercato unico, rivestono un interesse immediato le seguenti azioni:
- rapido esame da parte del Consiglio dell'imminente iniziativa per una normativa sulle piccole imprese che stabilisce un approccio integrato nell'intero ciclo di vita delle PMI in linea con i principi "legiferare meglio" e "innanzitutto pensare piccolo" e volto a rafforzare ulteriormente la crescita e la competitività delle PMI;
- introduzione, ove giustificato e previo esame analitico dell'acquis comunitario, di esenzioni per le PMI dai requisiti amministrativi della legislazione dell'UE;
- rafforzamento del sostegno a favore delle PMI innovative che effettuano attività di ricerca ad alto potenziale di crescita, ad esempio mediante un nuovo statuto di società privata europea;
- ulteriore agevolazione dell'accesso ai finanziamenti anche attraverso gli strumenti finanziari dell'UE esistenti;
- agevolazione di una maggiore partecipazione delle PMI innovative ai poli e agli appalti pubblici.
L'apertura dei mercati e un sano clima internazionale favoriscono la crescita e l'occupazione e dovrebbero risultare reciprocamente vantaggiosi. L'UE dovrebbe pertanto proseguire gli sforzi per dare forma alla globalizzazione rafforzando la dimensione esterna della strategia di Lisbona rinnovata. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di presentare ogni anno una relazione sull'accesso ai mercati, individuando i paesi e i settori in cui permangono ostacoli significativi e ritiene che l'UE debba continuare a prodigarsi per:
- promuovere il libero scambio e l'apertura come strumenti per promuovere la crescita, l'occupazione e lo sviluppo per sé e per i suoi partner commerciali e continuare ad assumere un ruolo guida in questo campo;
- migliorare il sistema commerciale multilaterale, continuando in particolare ad adoperarsi per raggiungere un accordo ambizioso, equilibrato e globale nell'ambito dei negoziati di Doha per lo sviluppo;
- concludere ambiziosi accordi bilaterali con importanti partner commerciali ed accelerare ulteriormente gli sforzi per l'integrazione con i paesi limitrofi ed i paesi candidati attraverso lo sviluppo di uno spazio economico comune;
- garantirsi un accesso affidabile all'energia e alle materie prime strategiche;
- rafforzare le relazioni economiche esistenti e sviluppare partenariati strategici reciprocamente vantaggiosi con le potenze economiche emergenti in un contesto di concorrenza leale;
- promuovere la cooperazione normativa, la convergenza e l’equivalenza delle norme, nell'interesse reciproco dell'UE e dei suoi partner, e migliorare l'efficacia del sistema di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale contro la falsificazione.
Investire nelle persone e modernizzare i mercati del lavoro
L'elemento "istruzione" del triangolo della conoscenza "ricerca - innovazione - istruzione" dovrebbe essere rafforzato. Impartire un'istruzione di elevata qualità e investire di più e con maggiore efficacia nel capitale umano e nella creatività lungo tutto il corso della vita sono condizioni essenziali per il successo dell'Europa in un mondo globalizzato. Ciò può favorire e facilitare il passaggio verso una "economia basata sulla conoscenza", creare posti di lavoro migliori e più numerosi e contribuire a posizioni di bilancio solide. È anche un modo efficace per combattere l'ineguaglianza e la povertà e può contribuire a ridurre la disoccupazione giovanile.
Il Consiglio europeo attende con interesse la proposta della Commissione relativa ad una Agenda sociale rinnovata che dovrebbe svolgere un ruolo capitale nel rafforzare la dimensione sociale della strategia di Lisbona tenendo conto delle nuove realtà sociali e lavorative dell'Europa e contemplando inoltre i problemi relativi ai giovani, all'istruzione, ai flussi migratori e alla situazione demografica nonché il dialogo interculturale. Al riguardo, la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, la promozione dell'inclusione attiva e l'aumento delle opportunità occupazionali per le persone più lontane dal mercato del lavoro rivestono notevole importanza. A tal fine si dovrebbe far ricorso a tutti gli opportuni meccanismi e
strumenti disponibili a livello comunitario. Considerato l'aumento della carenza di personale qualificato in alcuni settori, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare una valutazione esauriente dei futuri bisogni europei per quanto riguarda le competenze fino al 2020, che tenga conto delle ripercussioni dei cambiamenti tecnologici e dell'invecchiamento
della popolazione, e a proporre iniziative per anticipare le esigenze future. La migrazione economica può svolgere un ruolo nel soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e può contribuire a ridurre la carenza di personale qualificato. Il Consiglio europeo ritiene pertanto che l'impatto occupazionale e sociale della migrazione di cittadini di paesi terzi debba essere
esaminato nel contesto delle proposte della Commissione relative ad una politica comune in materia di migrazione.
Il Consiglio europeo esorta gli Stati membri a intraprendere azioni concrete al fine di:
- ridurre sostanzialmente il numero dei giovani che sono incapaci di leggere correntemente e il numero dei giovani che abbandonano prematuramente la scuola e migliorare i livelli di istruzione degli allievi appartenenti a famiglie migranti o a
categorie svantaggiate; - fare in modo che un maggior numero di adulti, in particolare i lavoratori poco qualificati e più anziani, partecipino ad attività di istruzione e formazione e facilitare ulteriormente la mobilità geografica e occupazionale;
- promuovere una maggiore partecipazione complessiva della forza lavoro e combattere la segmentazione per garantire l'inclusione sociale attiva;
- migliorare la coerenza e il coordinamento delle politiche economiche, sociali e occupazionali per rafforzare la coesione sociale.
La "flessicurezza" rappresenta l'equilibrio tra la flessibilità e la sicurezza sul mercato del lavoro e aiuta sia i lavoratori sia i datori di lavoro a cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione. In linea con le raccomandazioni delle parti sociali europee dell'ottobre 2007 e riconoscendo che non esiste un unico modello di flessicurezza, il Consiglio europeo invita gli Stati membri ad attuare i principi comuni concordati di flessicurezza delineando nei loro programmi nazionali di riforma per il 2008 le modalità nazionali di attuazione di tali principi.
La flessibilità e la sicurezza si rafforzano reciprocamente lungo tutto l'arco della vita. In tale contesto, la solidarietà tra le generazioni dovrebbe essere presa in considerazione nelle quattro componenti della flessicurezza. È necessario prestare un'attenzione costante all'occupazione giovanile e, in particolare, al passaggio dallo studio al mondo del lavoro nell'ambito dell'attuazione del patto europeo per la gioventù. Occorrerebbe altresì prestare attenzione all'occupazione delle persone con disabilità. La disponibilità e l'accessibilità economica dei servizi di custodia dei bambini di qualità dovrebbero essere aumentate, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari. Occorrerebbe profondere sforzi volti a conciliare la vita professionale con la vita privata e familiare per le donne e gli uomini, a ridurre sostanzialmente i differenziali retributivi di genere e ad attuare il patto europeo per la parità di genere. Anche l'Alleanza europea per la famiglia può contribuire al raggiungimento di tali obiettivi.















