Contenuti e attuazione
Per favorire l'attuazione piena degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, e fissare pertanto un quadro normativo che garantisca l’effettiva libera prestazione dei servizi nel mercato interno, l’Unione Europea ha adottato alla fine del 2006 la direttiva n. 2006/123/CE [.pdf - 216 Kbyte], che, sulla base di principi di non discriminazione, proporzionalità e necessità mira ad eliminare o attenuare i regimi di autorizzazione attualmente presenti negli Stati membri.
Facilitare la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione transfrontaliero per i prestatori diservizi, rafforzare i diritti dei destinatari dei servizi, promuovere un livello elevato nella qualità di questi servizi, stabilire e rafforzare la cooperazione amministrativa tra gli Stati dell’Unione, sono alcuni degli obiettivi primari perseguiti dall’Europa nell’ambito della strategia di Lisbona finalizzata anche a rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei beni e dei servizi. Dato che il settore dei servizi rappresenta il 70% del prodotto interno lordo comunitario, l’apertura di questo mercato rappresenterà un forte stimolo all’occupazione ed alla crescita di nuove occasioni di lavoro.
In linea di principio, tutte le attività di servizio prestate dietro compenso economico rientrano nel campo di applicazione della direttiva e devono quindi essere aperte alla concorrenza tra i prestatori di servizio dei 27 Stati, anche se non mancano esclusioni importanti di attività, quali i servizi non economici di interesse generale, i servizi sanitari, i servizi di trasporto, le agenzie di lavoro interinale, il credito bancario, le assicurazioni, gli investimenti finanziari, le comunicazioni elettroniche, gli audiovisivi, i giochi di azzardo e lotterie, i servizi sociali pubblici, i servizi privati di sicurezza, i notai e gli ufficiali giudiziari.
Diversi gli adempimenti richiesti agli Stati membri: l’eliminazione dei regimi autorizzatori e dei requisiti non conformi alla direttiva, la semplificazione delle procedure, l’istituzione di uno sportello unico quale unico punto di accesso per il prestatore per poter espletare, a distanza e per via elettronica, tutte le procedure e le formalità richieste per l’accesso e l’esercizio di un’attività di servizi.
Sintesi dei contenuti della direttiva Servizi
Il Governo italiano, per conformarsi alla direttiva 2006/123/CE entro il 28 dicembre 2009, è chiamato a riesaminare (screening) tutta la regolamentazione esistente sulle attività di servizi a livello centrale, regionale, locale per verificare la necessità di mantenere nell’ordinamento gli attuali regimi autorizzatori nonché, per individuare, all’interno degli stessi, requisiti vietati dalla direttiva (in particolare, sono vietati requisiti quali l’obbligo di cittadinanza, di residenza, di garanzia finanziaria rilasciata dallo Stato membro nel quale ci si vuole stabilire, di iscrizione per un determinato periodo di tempo nei registri nazionali) o da sottoporre a specifica valutazione di conformità.
Un’attenzione particolare andrà prestata alle norme che disciplinano la libera prestazione dei servizi transfrontalieri: in questi casi, infatti, al prestatore potranno applicarsi i requisiti nazionali solo se giustificati da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di sanità pubblica, di tutela dell’ambiente.
Il Dipartimento per le Politiche Comunitarie, esercitando i poteri istituzionali di coordinamento, ha avviato questa operazione di verifica normativa sulla base di apposite schede accompagnate da linee-guida di istruzioni inoltrate alle amministrazioni pubbliche al fine di ricevere una descrizione analitica dei regimi e delle procedure di autorizzazione impiegati e dei requisiti richiesti per consentire la prestazione di servizi, anche tranfrontalieri. Al fine di ottenere comparabilità di risultati e omogeneità nei criteri per la successiva valutazione. Identica metodologia è stata concordata per lo screening di competenza delle Regioni.
Lo screening delle amministrazioni statali è ormai concluso ed è in fase conclusiva la predisposizione delle modifiche settoriali di competenza di diversi Ministeri. Con decreto del Ministro Ronchi il 23.09.2009 è stato istituito un apposito Tavolo Tecnico, composto dalle Amministrazioni e dalle Parti Sociali, al fine di un più approfondito confronto e di una più rapida definizione del decreto legislativo di recepimento della direttiva.
Le regioni stanno per concludere il monitoraggio e molte sono già alla fase di valutazione delle modifiche ordinamentali da introdurre.
Per garantire il controllo dei prestatori di servizi e l’applicazione corretta delle norme, gli Stati membri dell’ Unione applicheranno forme di cooperazione amministrativa e di assistenza reciproca che verranno facilitate da un sistema informativo per il mercato interno, denominato IMI - Internal Market Information, una rete che permetterà “un colloquio” in tempo reale con le autorità competenti degli atri Stati membri. Il Dipartimento sta procedendo alla formazione specifica delle Autorità competenti chiamate ad operare sulla rete.






