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Il sistema dei brevetti

12 giugno 2009Parole chiave:
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Nell'Unione Europea la tutela brevettuale è attualmente assicurata da brevetti nazionali rilasciati dagli Stati membri o da brevetti europei rilasciati dall'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) in applicazione della Convenzione sul brevetto europeo (CBE). Una volta rilasciato, il brevetto europeo deve essere convalidato negli Stati membri in cui si richiede la tutela.

Per la convalida di un brevetto europeo nel territorio di uno Stato membro, l'ordinamento nazionale può esigere, tra le altre cose, che il titolare del brevetto presenti una traduzione del brevetto stesso nella lingua ufficiale di quello Stato membro. In ogni caso, il sistema brevettuale in vigore nell'UE è  particolarmente oneroso e complesso, specie in termini di traduzione. Un brevetto europeo convalidato in 13 paesi può costare fino a 20mila euro, di cui quasi 14mila per le sole traduzioni. Ciò significa che in Europa un brevetto è dieci volte più costoso che negli Stati Uniti, dove costa all'incirca 1900 euro. Gli alti costi in Europa potrebbero essere sensibilmente ridotti con un brevetto UE dotato di un regime di traduzione economico, semplificato e giuridicamente sicuro.

La proposta della Commissione europea prevede l'istruzione di un brevetto UE valido per i 27 Stati membri con un costo stimato intorno ai 6200 euro, di cui le traduzioni rappresenterebbero appena il 10% circa. Un risultato importante che rendendo più accessibile la tutela brevettuale in particolare alle piccole e medie imprese e agli organismi di ricerca pubblici, costituirebbe un importante fattore di stimolo dell'innovazione e della competitività nell'Unione.

Il 4 dicembre 2009, il Consiglio Competitività dell'Unione Europea ha registrato l'accordo di massima su di un pacchetto di proposte che prevedevano un "brevetto dell'Unione Europea" derivato dal "brevetto europeo" (CBE) e l'istituzione di un sistema giurisdizionale comune sia per il brevetto dell'UE che per quello europeo.

Resta aperta la questione relativa al regime delle traduzioni. La Commissione ha optato per una soluzione fondata su tre lingue: inglese, tedesco e francese. Il sistema prevede che le domande di brevetto nei Paesi di lingua diversa da quelle utilizzate dall'Ufficio europeo dei brevetti, cioè inglese, francese e tedesco, possano essere presentate nella lingua del Paese del richiedente. È prevista la traduzione ufficiale in una delle tre lingue UEB, a scelta dal richiedente. I costi per le traduzioni sarebbero sostenuti dal sistema comunitario. Il brevetto UE sarebbe concesso in una sola delle tre lingue UEB ed avrebbe validità sull'intero territorio comunitario, senza costi aggiuntivi per il richiedente. Il brevetto può essere successivamente tradotto, a titolo informativo, in tutte le lingue comunitarie attraverso un sistema automatico di traduzioni. Le traduzioni non avrebbero valore giuridico.

 

LA POSIZIONE DELL'ITALIA

L'Italia ha espresso la propria assoluta contrarietà ritenendo la proposta discriminatoria e suscettibile di creare uno svantaggio competitivo a scapito delle imprese europee non di madre lingua inglese, francese e tedesca, e sarebbe quindi incompatibile con i principi del mercato interno. Sul fronte italiano si è collocata chiaramente la Spagna, ma riserve sono state espresse anche da Polonia, Portogallo, Ungheria e da altri Paesi. La Spagna ha proposto un progetto alternativo, cosiddetto "1 + 1", che prevede la traduzione del brevetto nella sola lingua inglese combinata però con una traduzione in un'altra lingua a scelta del depositante.

L'Italia avrebbe anche considerato accettabile un compromesso di brevetto UE nella sola lingua inglese, anche per centrare in pieno l'obiettivo della riduzione dei costi per le imprese. Ma tale soluzione va incontro al veto di Francia e Germania.

L'Italia ha più volte espresso disponibilità ad agevolare una positiva conclusione del negoziato, a condizione che lo stesso vada nell’interesse delle imprese e dei cittadini, rendendo sempre più concreti e tangibili i benefici del progetto europeo. Poiché il testo della Commissione non risulta, allo stato, emendabile, è pertanto necessario muovere da una diversa base di discussione che rispetti i principi irrinunciabili di non discriminazione.

Mario Monti nel suo recente Rapporto sul completamento del Mercato Unico, sottolinea l’importanza di un regime brevettuale comune per stimolare l'innovazione e rendere l'UE più competitiva.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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