Attività
Il Dipartimento Politiche Comunitarie è la struttura di cui si avvale il Presidente del Consiglio dei Ministri nell'ambito dei rapporti tra il Governo italiano e le istituzioni europee.
Svolge attività di coordinamento nelle fasi di formazione della normativa europea e nelle fasi di recepimento nell'ordinamento italiano
La fase di formazione della normativa europea è chiamata fase ascendente. Tutti i progetti di atti comunitari dell'Unione europea, i relativi documenti preparatori (ivi inclusi i libri bianchi, i libri verdi e le comunicazioni), sono trasmessi dal Governo alle Camere per l'assegnazione alle commissioni parlamentari competenti, nonché alle Regioni, alle Province autonome e agli Enti locali se riguardano materie di loro competenza.
La fase di recepimento della normativa europea è chiamata fase discendente. La legge comunitaria è il principale strumento di attuazione della normativa europea e regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive. Il Ministro per le Politiche Europee predispone entro il 31 gennaio di ogni anno il disegno di legge recante "disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee" da presentare al Parlamento.
Assicura il funzionamento del Comitato Interministeriale per gli Affari Comunitari Europei (CIACE)
Il CIACE, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresenta una sorta di "Gabinetto degli affari europei" dedicato all’approfondimento delle tematiche riguardanti la partecipazione dell’Italia all'Unione Europea, coordinando tra loro i ministri competenti per le materie poste all'ordine del giorno. Le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali partecipano al CIACE quando all'ordine del giorno figurano questioni di loro interesse. Il CIACE si avvale di un Comitato tecnico permanente istituito presso il Dipartimento Politiche Comunitarie dove opera anche l'ufficio di segreteria.
Esercita un ruolo di coordinamento nell’ambito dell’attuazione della Strategia di Lisbona
Il nome deriva dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000,quando i Capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea concordarono l'obiettivo strategico di far diventare l'Unione una economia basata sulla conoscenza e l'innovazione tecnologica, altamente competitiva a livello internazionale, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile ed aumentare la coesione sociale.
Predispone ogni anno la relazione al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea
La relazione annuale, preparata dal Dipartimento Politiche Comunitarie e presentata dal Governo al Parlamento entro il 31 gennaio di ogni anno, descrive gli sviluppi del processo di integrazione europea, la partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario, l'attuazione in Italia delle politiche di coesione economica e sociale, l'andamento dei flussi finanziari verso l'Italia e la loro utilizzazione, i pareri, le osservazioni e gli atti di indirizzo delle Camere, della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome.
Previene il contenzioso comunitario attraverso la Struttura di missione per le procedure di infrazione
La Struttura di missione assume iniziative dirette a prevenire l’insorgere del contenzioso comunitario e rafforza il coordinamento delle attività finalizzate a risolvere le procedure di infrazione nei casi di contestazione da parte della Commissione europea di violazioni del diritto comunitario commesse dall'Italia. Vigila sulla corretta e tempestiva attuazione delle disposizioni comunitarie da parte delle amministrazioni pubbliche e delle Regioni e promuove tra le amministrazioni nazionali, sia centrali che locali, l'elaborazione di una difesa unitaria, adeguata e coerente.
Offre, come centro SOLVIT, uno strumento europeo per la soluzione di controversie trasfrontaliere
Il SOLVIT risolve i problemi che sorgono tra cittadini e imprese con la Pubblica Amministrazione, per la mancata o errata applicazione della normativa comunitaria da parte delle amministrazioni pubbliche, riguardanti: riconoscimento di qualifiche professionali, accesso all'istruzione, permessi di soggiorno, diritti elettorali, controlli alle frontiere, sicurezza sociale, immatricolazione di autoveicoli, diritti inerenti al lavoro, accesso al mercato di beni e servizi, appalti pubblici, imposizione fiscale, libera circolazione di capitali o pagamenti.
Promuove attività di assistenza e formazione in materia comunitaria
Il Dipartimento sostiene iniziative formative in materia comunitaria rivolte al personale pubblico delle amministrazioni centrali, delle Regioni e Province autonome e degli enti territoriali. Promuove le attività di assistenza tecnica e formativa volte a diffondere nelle Amministrazioni locali Italiane, nei Paesi candidati e nei Paesi terzi a vocazione europea le esperienze di innovazione amministrativa, organizzativa e tecnica di institution and capacity building, ovvero nell’adeguamento amministrativo e normativo alle norme comunitarie.
Informa, attraverso il Punto nazionale di contatto, su norme e principi comunitari e nazionali che regolano il sistema della libera circolazione dei professionisti nell'Unione Europea
Il Punto nazionale di contatto per i riconoscimenti professionali fornisce informazioni sulle norme che regolano l'esercizio dell'attività professionale tra gli Stati membri, i sistemi di riconoscimento dei titoli professionali e la corrispondenza delle qualifiche nell'ambito comunitario.
Segue le questioni del mercato interno
Il Dipartimento segue in particolare le questioni riguardanti libera circolazione delle persone, servizi e delle merci, libertà di stabilimento, diritto delle società, proprietà intellettuale ed industriale.



